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USA. Lo scandalo dei finanziamenti per la campagna elettorale alle presidenziali

By   /   19 Aprile 2016  /   Commenti disabilitati su USA. Lo scandalo dei finanziamenti per la campagna elettorale alle presidenziali

USA soldi e politicaChe le campagne elettorali negli Stati Uniti siano da sempre state finanziate grazie a sostanziose donazioni da parte di ricchi personaggi oppure attraverso serate e cene finalizzate alla raccolta fondi del candidato che si vuole sostenere è un fatto risaputo. Ma l’attuale campagna per le presidenziali ha evidentemente superato i limiti della decenza e della sopportazione, tant’è che da oltre 8 giorni davanti alla Casa Bianca continuano ad ingrossarsi le fila di cittadini che protestano contro lo scandalo dei finanziamenti.

Migliaia di dimostranti hanno organizzato un sit-in con slogan “Money out, people in” oppure “one person, one vote” per denunciare la massiccia ingerenza dei finanziamenti che i cosiddetti grandi donatori stanno facendo ai candidati in corsa per la presidenza.

Ieri, con l’accusa di intralcio alla circolazione e manifestazione non autorizzata, sono stati arrestati oltre 300 dimostranti, mentre il numero totale dei fermati è salito a 1.200; tutti sono però stati rilasciati. Numeri che dimostrano quanto la protesta sia viva e allo stesso tempo sia temuta dall’Amministrazione, anche se i maggiori network americani, e quelli internazionali, non hanno dato alla stessa grandi rilievi: la televisione americana ha dedicato un servizio di appena 30 secondi.

Da un sondaggio condotto dalla Pew Research Center circa il 42 % degli americani ritiene che i soldi in politica siano una priorità per il Presidente e il Congresso, e, di conseguenza, i ricchi influenzano le scelte politiche.

A denunciare questo sistema è stato il candidato democratico Bernie Sanders, che ne ha fatto il tema principale della sua campagna elettorale, ricevendo l’appoggio di quanti credono che questo sistema di raccolta fondi sia “corrotto” e a danno dei cittadini.

Si ritiene che in questa campagna elettorale siano stati pompati miliardi di dollari da parte di ricchi. Anche il candidato Repubblicano Donald Trump ha criticato l’influenza dei finanziatori sottolinenando che lui, il multimiliardario magnate degli immobili non può essere comprato.

Bersaglio delle critiche è stata soprattutto Hillary Clinton che nella serata per la raccolta fondi organizzata domenica scorsa a Los Angeles, ciascun biglietto di accesso alla parata di auto d’epoca, a bordo di una delle quali ha fatto il suo ingresso insieme a George Clooney e sua moglie Amal, costava 1.000 dollari l’uno. Per avere 2 posti al tavolo della Clinton la coppia doveva contribuire o raccogliere fondi per 353.000 dollari, mentre un biglietto costava la bella cifra di 33.400 dollari.

Secondo la Corte Suprema negli Stati Uniti, il Comitato Politico, PAC (Political Action Committees), per finanziare la campagna elettorale del proprio candidato può raccogliere fondi da qualsiasi fonte di provenienza e per una cifra illimitata. Per questo la protesta è indirizzata sopratutto a cambiare il sistema.

di Vito Di Ventura

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