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Favorevoli o contrari, facciamo chiarezza sul referendum del 17 aprile

By   /   7 Aprile 2016  /   Commenti disabilitati su Favorevoli o contrari, facciamo chiarezza sul referendum del 17 aprile

Piattaforme entro le 12 migliaEntrati ormai nel vivo della campagna referendaria, è forse il caso di dedicare due righe, sul piano squisitamente tecnico, all’oggetto della consultazione popolare.

In primo luogo va ricordato che il referendum in questione è di natura abrogativa e non costituzionale, quindi necessita del raggiungimento del quorum per essere valido.

Il quesito ha una natura prettamente tecnica che ha poco a che vedere con nuove concessioni o con la salvaguardia ambientale. Gli elettori saranno chiamati ad esprimersi se favorevoli o contrari allo sfruttamento dei giacimenti entro le 12 miglia fino al loro esaurimento.

In altri termini la norma oggetto del referendum (comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208) stabilisce che, a differenza di quanto avveniva in precedenza, le concessioni scadranno con il naturale esaurimento del giacimento.

Quindi chi dovesse votare SI deciderebbe per l’abrogazione dell’inciso della legge “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”. Il che riporterebbe le concessioni alla scadenza originaria.

Chi invece dovesse votare NO e quindi fosse favorevole alla norma attuale, deciderebbe che la durata delle concessioni sia parallela a quella del giacimento.

In nessuno dei due casi, quindi, si andrebbe a vietare l’estrazione del petrolio o del gas naturale, e soprattutto in nessuno dei due casi si andrebbero a tutelare vere o presunte ragioni ecologiche.

A prescindere dall’esito del referendum, in Italia è già in vigore una legge che vieta nuove concessioni per l’estrazione di combustibili fossili entro le 12 miglia marine dalla costa e quindi non si metterebbero in discussione le concessioni sulla terraferma o quelle oltre le 12 miglia.

All’atto pratico cambierebbe assai  poco, quale che sia l’esito del referendum.

di Marco Eller Vainicher

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