Loading...
You are here:  Home  >  Cultura  >  Attualità  >  Current Article

Legislazione antiterrorismo – Parte Seconda

By   /   13 Marzo 2016  /   Commenti disabilitati su Legislazione antiterrorismo – Parte Seconda

nocs-polizia-teste-di-cuoioQualche giorno fa, sempre su queste pagine, avevamo iniziato a presentare le problematiche della legislazione antiterrorismo, affrontando il problema culturale sotteso alla legislazione: l’abbandono del modello “Dalla Chiesa” a fronte del “Modello Falcone”. quest’ultimo ottimo per combattere la Criminalità Organizzata, forse meno per il fenomeno del terrorismo.

Il secondo problema è dato dalla presenza di numerosi soggetti operanti per la prevenzione e la repressione del terrorismo che si muovono in ordine sparso: CASA (Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo – Ministero degli Interni), DIS (Dipartimento Informazioni e Sicurezza – Presidenza del Consiglio dei Ministri), NISP (Nucleo Interministeriale Situazione e Pianificazione – struttura politico / tecnica che coinvolge diversi ministeri in materia di Difesa Civile), COPS (Comitato Politico Strategico – Presidenza del Consiglio dei Ministri e diversi Ministri), CITDC (Comitato Interministeriale Tecnico per la Difesa Civile), RIS (Reparto Informazioni e Sicurezza – Forze Armate).

Ciascuno di questi enti è dotato di poteri e competenze tra loro differenti, che a volte si sovrappongono, ma di rado collaborano, e soprattutto intervengono, nella maggior parte dei casi, a chiudere la stalla dopo la fuga dei buoi.

A questi soggetti, che sono gli attori primari, si aggiungono reparti come NOCS, SCO e SCA (Polizia), GIS e ROS (Carabinieri), AT PI, GICO e SCICO (Guardia di Finanza) e il COFS (Comando Forze Speciali – Forze Armate), il cui compito è quello di intervenire sul campo per preparare processi o compiere arresti o liberare ostaggi.

Ciascuno di questi organi è poi nato in un momento storico diverso per risolvere problematiche differenti, aggiungendosi a strutture politiche, tecniche, operative già esistenti, con compiti differenti.

Per questo motivo la maggior parte di questi organi non dialoga, perché non è mai stato previsto che dialogasse, perché, per l’evoluzione storica del terrorismo e delle misure di contrasto al terrorismo e per le esigenze concrete, non si è mai posta la necessità che ciascun organo dialogasse con gli altri.

Ma soprattutto perché ciascuno di essi deve garantire la propria sopravvivenza dalla scure dei tagli che spesso è necessario fare per risanare il bilancio dello Stato e per venire incontro alle necessità dell’Unione Europea che ogni giorno chiede maggior rigore sui conti.

di Marco Eller Vainicher

    Print       Email

You might also like...

D-Day…Ieri, oggi, domani

Read More →