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Riformare la Giustizia Militare ?

By   /   29 Febbraio 2016  /   Commenti disabilitati su Riformare la Giustizia Militare ?

giustizia militareProprio in questi giorni da Palazzo Cesi, storica sede della Giustizia Militare e delle più alte magistrature, si leva forte la richiesta: metteteci in grado di lavorare, siamo qua, siamo pronti ad impegnarci maggiormente, vogliamo fare il nostro dovere, invece di dire che non serviamo a nulla, consentiteci di perseguire i reati che sono o dovrebbero essere di nostra competenza.

Questo, secondo gli organi di stampa, è il punto nodale del discorso di inaugurazione dell’anno giudiziario pronunciato dal Presidente della Corte Militare d’Appello Dott. Giuseppe Mazzi.

Che dire? Il sistema processuale militare ormai fa acqua da ogni parte: metà delle sue norme è stata abrogata, e di quelle rimaste la gran parte è stata dichiarata incostituzionale oppure è inapplicabile per ragioni pratiche.

Il catalogo dei reati viene ridotto ogni giorno senza particolare motivo, mentre la previsione secondo cui sarebbero soggetti alla giurisdizione militare le Forze Armate e i Corpi Civili Militarmente Organizzati resta inattuata per mancanza di definizione di ‘forza armata’ e di ‘reato militare’.

E mentre la giurisdizione militare si dispera per la mancanza di lavoro, dall’altro lato della strada, quella ordinaria si lamenta di affogare sotto la massa delle notizie di reato.

Una persona normale, in questo genere di situazione, non farebbe che trasferire un rilevante numero di processi da un giudice all’altro, laddove la Costituzione lo permetta, naturalmente.

E non sarebbe certo una novità: per anni la giurisdizione sull’immigrazione è stata rimpallata tra TAR e Tribunali Ordinari, così come diverse materie sono state trasferite avanti e indietro tra Tribunale, Pretura e Giudice di Pace.

Solo che in questi casi si spostavano processi tra giudici già oberati, mentre nel caso in questione si potrebbe spostare dei processi da chi ne ha troppi e non li vuole a chi ne ha pochi e li vuole, valorizzando proprio la specialità della giurisdizione militare: reati commessi da militari per ragioni di servizio e una certa parte di reati connessi al terrorismo (i cosiddetti reati a struttura militare).

Sulla scorta di queste considerazioni l’Associazione Nazionale Giustizia Militare (ANGM) ha depositato, il 19 Gennaio 2013, proposta di riforma del processo penale militare che va proprio in questa direzione. La speranza è che da Palazzo Esercito arrivi una risposta rapida e positiva e che, allo stesso tempo, la Giustizia Militare, inglobata in quella Ordinaria, non si trasformi in un sovraccarico per i Tribunali Ordinari, metodo che ha già dimostrato i suoi forti limiti in Francia. Speriamo che prevalga il buonsenso.

di Marco Eller Vainicher

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