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Il periodo italiano di El Greco

By   /   14 Febbraio 2016  /   Commenti disabilitati su Il periodo italiano di El Greco

Foto El Greco

Treviso si segnala nel novero delle città legate all’arte con un’importante esposizione allestita alla Casa dei Carraresi, complesso di età medievale ed ex luogo di ristoro dei viaggiatori che deve il suo nome all’emblema della famiglia Da Carrara rinvenuto sull’edificio.

Protagonista dell’evento “El Greco in Italia. Metamorfosi di un genio” è il celebre artista nato a Creta nel 1541 e deceduto a Toledo nel 1614. La mostra suggella le iniziative culturali che ne hanno celebrato il quarto centenario dalla morte e sarà visitabile fino al prossimo 10 Aprile.

Il curatore Lionello Puppi, emerito di Ca’ Foscari, ha espressamente inteso focalizzare un periodo ben preciso della vita del pittore greco di nascita e spagnolo di adozione: i dieci anni dal 1567 al 1576 che El Greco trascorse in Italia.

Occorre fornire alcuni minimi cenni storici su questa parentesi temporale. Dominikos Theotokopoulos, detto El Greco, all’età di 26 anni si recò a Venezia e nel capoluogo lagunare compì la sua trasformazione artistica da pittore di icone bizantine a rivoluzionario e innovativo artista, frequentando le botteghe d’arte di Tiziano, di Tintoretto e di Jacopo Bassano.

Il periodo fu quindi altamente formativo per il maestro che imparò a dipingere a prescindere dal disegno, acquisendo un proprio inconfondibile e geniale stile pittorico.

L’importanza dell’evento trevigiano sta proprio nel fatto che per la prima volta è stata concepita un’esposizione dedicata agli anni cruciali della metamorfosi di colui che fu un maestro indiscusso del ‘500 e che, da “visionario illuminato” seppe dare vita a capolavori assoluti.

La rassegna si è resa possibile grazie alla concretizzazione di importanti prestiti a livello internazionale. Di particolare interesse il raffronto proposto tra un autoritratto di Tiziano e un ritratto di giovane guerriero di Tintoretto con una serie di preziosi ritratti creati da El Greco, tra cui il piccolo olio su tela che ritrae Giulio Clovio.

Tra le 25 rare opere di El Greco esposte a Treviso da segnalare il “San Francesco“, l'”Adorazione dei pastori“, “La guarigione del Cieco“, il “San Demetrio“, l’altarolo detto “Trittico di Modena” e la recente attribuzione “Santa Maddalena penitente“. Vengono proposti, oltre a quelli con gli artisti coevi, anche raffronti con la modernità. Ecco dunque tra gli altri Picasso e Bacon posti a confronto con i lavori di El Greco, alcuni dei quali risultano presentati in anteprima mondiale.

La rassegna, suddivisa in quattro sezioni, è completata da idonea documentazione che aiuta a immergersi nel periodo italiano di El Greco grazie alla presenza di materiali cartografici, incisioni, calchi, libri e documenti d’archivio.

La fama di El Greco in realtà divenne crescente solo nel ventesimo secolo anche grazie al riconoscimento tributatogli dagli artisti, da Pablo Picasso a Manet e Pollock che ne studiarono a fondo la cifra caratterizzata da figure allungate e dalla vivida luminosità delle tinte utilizzate nei dipinti.

Relativamente all’ispirazione che i grandi maestri del XX secolo trassero dal genio cretese è sufficiente ricordare le parole di Picasso: “Il cubismo ha origini spagnole e io sono il suo inventore. Dobbiamo cercare le influenze spagnole in Cézanne e osservare l’influenza di El Greco nella sua opera. Nessun pittore veneziano eccetto El Greco realizzava costruzioni cubiste”.

Positivo dunque il segno lasciato da questa kermesse sul periodo italiano di El Greco. Il maestro, grazie alle esperienze vissute tra Venezia e Roma seppe trasformarsi nel grande artista che ispirerà alcune delle avanguardie del ‘900 come l’impressionismo e, appunto, il cubismo.

di Aurora Portesio

El Greco in Italia. Metamorfosi di un genio
a cura di Lionello Puppi
dal 24 ottobre 2015 al 10 aprile 2016
Casa dei Carraresi, Via Palestro 33, Treviso
orari: da lunedì a venerdì ore 9-19; sabato e domenica ore 9-20

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