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Atletico M. – Porta blindata: rinnovo e clausola record per Oblak

By   /   10 Febbraio 2016  /   Commenti disabilitati su Atletico M. – Porta blindata: rinnovo e clausola record per Oblak

1429037982293_lc_galleryImage_Jan_Oblak_of_Atletico_MadLa miglior difesa è l’attacco, in Liga ancor più che altrove. E’ questo il dogma calcistica che ha guidato l’ascesa incontrastata delle squadre e della nazionale spagnola – principalmente negli ultimi anni – sulle vette del calcio continentale e mondiale. Inutile dire come Barcellona e Real Madrid guidino per distacco questa speciale riscossa. Eppure, anche in Spagna, c’è chi va controcorrente e vince, spesso, con la difesa più che con l’attacco: ed è l’Atletico Madrid. Dall’arrivo di Simeone sulla panchina del Vicente Calderon, i biancorossi hanno iniziato a basare il proprio gioco su qualità poco usuali per il calcio iberico: solidità, compattezza, ‘garra’, equilibrio, forza fisica. Qualità che hanno portato il club ad imporsi ai massimi livelli, competendo alla pari con i colossi blaugrana e blancos, e spesso sconfiggendoli.  In questa chiave va letta la reale importanza del rinnovo di una figura cardine della difesa e, di conseguenza, dell’intero impianto madrileno: il portiere Oblak.

Lo sloveno, classe 93′, era arrivato sulle sponde del Manzanares nell’estate del 2014 dal Benfica per sostituire il partente Courtois (di proprietà del Chelsea). Nel bagaglio del ragazzo appena una stagione da 16 presenze e una finale di Coppa UEFA persa con le Aquile portoghesi, dopo quattro anni di prestito in squadre minori della Superliga lusitana; non un curriculum di tutto rispetto, insomma, che difficilmente spiegava i 16 milioni di euro spesi dagli spagnoli vice-Campioni d’Europa in carica. Anche gran parte del primo anno alla corte del Cholo, infatti, non è di quelli da raccontare ai nipotini: 21 apparizioni tra campionato e coppe, con l’esordio in Liga arrivato solo alle 28 giornata per via dell’infortunio del titolare Moya. Più di qualcuno aveva iniziato a storcere il naso sul futuro della porta Indios. Già dalle prime performance, però, l’investimento colchonero si rivelò insostituibile, giustificando i 45 milioni di clausola rescissoria imposta nell’accordo; e svelando la bontà dell’affare fatto nel 2010 dal Benfica che, per 1,7 milioni di euro l’aveva ‘pescato’ dell’Olimpia Lubiana dopo appena un anno tra i pro.

In questa stagione Oblak risulta il secondo portiere meno battuto tra i migliori campionati europei, grazie a una media di 0,47 gol a partita contro le 0,45 di Manuel Neuer. Da qui l’intenzione della dirigenza di blindare il ragazzo con un contratto importante fino al 2021 che, al suo interno, prevede una clausola rescissoria da 100 milioni di euro; un’eccezione nel mondo dei numeri 1; la più alta di sempre tra i tanti talenti nella rosa dell’Atletico. Dopo anni di cessioni per cifre attorno ai 35/40 milioni (vedi Torres, Aguero, Falcao, Diego Costa, Arda Turan, Jackson Martinez), i rojiblancos hanno deciso di alzare ulteriormente l’asticella dei prezzi. In questo senso vanno lette le altre due clausole corpose che compongono il podio di spogliatoio: quella dell’asso francese Griezmann (80 milioni) e del canterano di lusso Koke (60 milioni). A queste poi, vanno aggiunti i recenti rinnovi – con aumento di emonumenti e prezzi fissi – degli esperti Godin e Junfran, più i talenti Gimenez, Correa e Lucas.

Tornando alle vicende di porta invece, Oblak si è detto “entusiasta del rinnovo!”, arrivato tre giorno dopo il suo compleanno, e “voglioso di continuare per anni a difendere la prestigiosa – e ‘stregata’ per gli avversari – porta del’Atletico Madrid”. Scongiurato dunque, almeno per adesso, l’assalto al proprio talento da parte del Manchester United; assalto per altro già tentato in estate con un’offerta vicina ai 35 milioni di euro. Da poco divenuto titolare della Slovenia a seguito dell’addio alla piccola nazionale balcanica dell’interista Handanovic, il numero 13 di Simeone era stato messo nel mirino dei Red Devils per il dopo-De Gea, quest’ultimo prelevato giovanissimo proprio dall’Atletico Madrid e destinato agli odiati rivali del Real. Questione di abitudini quindi, abitudini scacciate momentaneamente a suon di milioni.

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