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Premier – Special Countdown, Mourinho: “Torno in sella tra poco!”

By   /   8 Febbraio 2016  /   Commenti disabilitati su Premier – Special Countdown, Mourinho: “Torno in sella tra poco!”

Mou GiggsManca poco perché il mondo del calcio riabbracci uno dei personaggi più controversi e ‘chiacchierati’ degli ultimi quindici anni, almeno a detta dello stesso protagonista: ai microfoni di GQ José Mourinho torna a parlare del suo futuro e si dice certo di un pronto rientro in attività: “Non manca molto al mio ritorno!”. Dalla risoluzione del contratto tra il portoghese ed il Chelsea (autentica “seconda casa” come lui stesso ha più volte definito il club) sono passati 53 giorni, un periodo nella media per la maggior parte degli allenatori, un’eternità per un manager con la ‘fame’ di campo e di successi come quella Special One: Ho bisogno del calcio, oltre che il mio lavoro è la mia grande passione“.

In questo senso, segnali importanti in chiave-ritorno sono arrivati ieri da Stamford Bridge: nel pomeriggio proprio la sua ex squadra ha inchiodato sul risultato di pareggio il Manchester United (1-1) nel recupero, facendo in modo che Louis Van Gaal – da tempo nella bufera – rimanga in bilico dalle parti di Old Trafford. Con lo United fuori dalla Champions League, e distante 6 punti dai cugini del City (quarti), i tifosi dei Red Devils hanno già eletto Mou degno sostituto di Sir Alex Ferguson dedicandogli cori e sciarpe; interrogato sulla sua futura panchina, però, José nicchia; nonostante ciò tutti gli indizi portano al ‘Teatro dei Sogni’: “Non so dove andrò a finire ma certamente la mia famiglia resterà a Londra”.

Dall’addio di Ferguson, quello che pare mancare di più ai rossi di Manchester è proprio una personalità carismatica che compatti l’intero ambiente e faccia tornare il club alla ‘granitica identità’ che ne ha fatto un mito negli anni. Per raccogliere il prestigioso scettro del 74enne manager scozzese, però, c’è bisogno di mettere da parte quell’aura di arroganza e saccenza che, in più di un’occasione, è stata contestata Mourinho; almeno su questo comunque il lusitano si dice pronto: In molti credono che io non sia una persona umile ma si sbagliano: ho sempre ascoltato gli altri e accettato critiche e consigli”.

In caso di chiamata, tra i compiti più urgenti che sarà chiamato ad assolvere il condottiero del triplete nerazzuro ci sarà quello di rimotivare calciatori avvezzi al successo, intorpiditi dalla scarsa amalgama che si vive al momento nello spogliatoio. Per questo, certamente, Mourinho si dovrebbe affidare a capitan Rooney, a lungo richiesto dal tecnico ai tempi di Madrid e Londra, e che meglio di chiunque altro ha dimostrato di incarnare lo spirito battagliero dei Diavoli Rossi: Quando vinci, se vuoi continuare a farlo, devi cercare di creare del conflitto e mettere tutti in dubbio. La competizione aumenta la concentrazione e questo aiuta. Spesso capita che chi vince si adagi sugli allori e sui risultati recenti. Non è la cosa giusta da fare se ci si considera dei vincenti”.

In quest’ultima considerazione si può leggere una ‘frecciata secca’ ai suoi ex calciatori del Chelsea. A supporto di questa, sono arrivate recentemente anche le dichiarazioni di Eden Hazard – riportate dal Guardian – nelle quali il belga si prende una buona dose di colpe per l’allontanamento di Mourinho “Gli ho mandato un messaggio di scuse. Sono deluso da me stesso. Dopo i successi della passata stagione, stavolta le cose sono andate male. Mi sento un po’ colpevole perché sono stato eletto miglior giocatore della stagione soltanto un anno fa. Gli ho augurato il meglio per il futuro”.

Per chiudere in bellezza Mourinho è tornato sul suo passato in Spagna ed è sembrato, in qualche modo, lanciare la sfida al prossimo derby di Manchester. Protagonista indiretto il neo-proclamato manager dei Citizen, Pep Guardiola: “Quando allenavo in Liga – habitat naturale del catalano – c’erano solo due partite all’anno da giocare: Real Madrid-Barcellona e Barcellona-Real Madrid. Tutte le altre le vincevi 5-0, 6-1 o con largo scarto. Per questo preferisco la Premier League. E’ molto più stimolante e chi fa questo mestiere ha sempre bisogno di stimoli. Adesso i due potrebbero ritrovarsi presto da avversari, nella stessa città, su un terreno più familiare al portoghese, quale ciliegina migliore su una torta già di per se ricca di motivazioni!?

@DavideIovene

 

 

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