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La Corea del Nord e il lancio del missile-satellite

By   /   8 Febbraio 2016  /   Commenti disabilitati su La Corea del Nord e il lancio del missile-satellite

nord coreani guradano il lancio del missileLa Corea del Nord continua a perseguire la propria politica di armamenti missilistici e nucleari, sfidando la comunità internazionale. L’ultimo test, di due giorni fa, camuffato per il lancio di un satellite in orbita spaziale, in realtà, altro non è stato che un passo avanti nello sviluppo di missili balistici intercontinentali (ICBM).

Questa affermazione trova conferma nel fatto che il peso del missile, Kwangmyongsong-4, è quasi il doppio del precedente, significando appunto un miglioramento delle capacità tecnologiche dei missili balistici, anche se l’esperimento non ha previsto il rientro nell’atmosfera. Tuttavia, la Corea del Nord ha la tecnologia necessaria per guidare il missile, separare i vari stadi e definire la zona di ricaduta degli stessi.

Questo è il convincimento del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che ha votato a favore dell’inasprimento delle sanzioni che si concretizzeranno nella prossima Risoluzione in merito. Lo ha comunicato nella conferenza stampa il Presidente del Consiglio di Sicurezza, Rafael Ramirez.

La prima reazione della Corea del Sud, come ha dichiarato il Ministro per l’Unificazione, sarà un’ulteriore riduzione dei visti d’ingresso nell’aerea industriale di Kaesong, al confine tra i due paesi, embrione di una possibile collaborazione. Ingressi che avevano già avuto subito una riduzione dopo il test nucleare della bomba ad idrogeno dello scorso 6 gennaio.

Ma la notizia più importante è che la Corea del Sud è seriamente intenzionata a schierare il sistema contro i missili balistici THAADD (Terminal High Altitude Area Defense), il sistema difensivo più avanzato tecnologicamente e più efficace attualmente in servizio negli Stati Uniti.

La notizia non piacerà sicuramente alla Corea del Nord, ma sopratutto alla Cina e alla Russia, che continuano a difendere Pyongyang, preoccupate per quello che potrebbe accadere in caso di un collasso del regime di Kim Jong Un. Una “primavera” coreana sarebbe un disastro per Cina e Russia che si vedrebbero invase da una marea di profughi.

Per questo la Cina, per dirla con le parole dell’ambasciatore cinese all’ONU, Liu Jieyi, “non ritiene che le sanzioni siano una priorità” e la nuova risoluzione non dovrebbe inasprire le restrizioni ma “ridurre le tensioni lavorando sulla denuclearizzazione della penisola coreana e mantenere la pace e la stabilità attraverso i negoziati”. Dello stesso tono, anche se formalmente più duro, il commento dell’ambasciatore russo Vitaly Churkin, secondo cui “la risoluzione deve essere determinata, ma non deve portare la Corea del Nord al collasso economico o a ulteriori tensioni”.

Ancora una volta siamo di fronte a comportamenti differenti, se non opposti, in seno alle Nazioni Unite che unite non sono, talché la Corea del Nord continuerà a perseguire indisturbata i suoi programmi missilistici e nucleari. Mutatis mutandis si ripete la stessa situazione che la comunità internazionale mantiene nei confronti dello Stato Islamico (Daesh).

di Vito Di Ventura

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