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Intervista a Paolo D’antonio

By   /   26 Gennaio 2016  /   Commenti disabilitati su Intervista a Paolo D’antonio

Galileo1Negli anni a cavallo tra il 1500 e il 1600, un giovane professore universitario è convinto che le leggi della natura possano essere investigate tramite la guida dei propri occhi e della propria mente, anche se questi contraddicono tutto ciò che la cultura e la filosofia hanno sempre sostenuto e creduto. È la rivoluzione scientifica. Ma chi è costui, e dove lo porteranno le sue idee? Tra Pisa, Padova e Firenze, con una donna e tre bambini a carico, la madre che va e viene e gli studenti che dormono da lui, in mezzo a studi e invenzioni; e poi ancora il pendolo, il cannocchiale, i satelliti di Giove, le fasi di Venere, la rivoluzione copernicana, il processo dell’inquisizione e l’abiura. Il suo nome è Galileo Galilei.

  Galileo Galilei. Come nasce l’idea per un progetto a fumetti con lui come protagonista?

D’antonio: Nasce dall’idea di adattare a fumetti la vita di un persona di grande spessore culturale. Io prima di dedicarmi al fumetto studiavo fisica, quindi la scelta è stata quasi automatica. Mi interessava raccontare la vita di un personaggio che ho nel sangue, inoltre per me è anche una sfida! Raccontare la vita di un personaggio così importante della cultura e della storia italiana in forma di fumetto rendendolo accessibile a tutti.

  Storia, scienza e religione, questi sono solo alcuni dei campi dove Galileo è stato protagonista. È stato complicato gestire una figura così eclettica e complessa?

D’antonio: Certo, è stato complicato dare un’immagine fedele di un personaggio così complesso. Ma il mio obiettivo era spiegare il suo pensiero. C’è il punto di vista storico che racconta il processo ed il lato politico ma c’è anche la vita quotidiana, i momenti più leggeri e simpatici che servono anche a far capire la figura di Galileo come uomo.

  È stato complicato fare questa selezione? Scegliere cosa raccontare e cosa no della vita di una figura storicamente così importante?

D’antonio: Dal punto di vista biografico è stato abbastanza semplice, la sua vita è stata piena e molto varia, quindi essenzialmente adatta ad un fumetto. La scelta difficile è stata quella di non soffermarmi sul processo e sulla parte finale della sua vita, perché oltre ad essere quella più “nota” è quella scientificamente meno rilevante. In realtà quando finisce il processo Galileo è gia vecchio, più di 70 anni e quindi la maggior parte dei suoi lavori sono noti e diffusi in Europa. Ho voluto smontare l’ideale “romantico” dello scienziato che lotta contro la chiesa e dare risalto all’aspetto umano. La parte difficile è stata scegliere come spiegare alcuni aspetti scientifici. Ad esempio: il movimento della Terra visto prima dagli Aristotelici e poi dalla chiesa.

  Difficile dal punto di vista fumettistico?

D’antonio: Dal punto di vista della sceneggiatura. Come raccontare questi fatti? Mi sono letto i “Dialoghi sui massimi sistemi” ed ho cercato di non inventare nulla ed essere più “divulgativo” possibile.

  Dal punto di vista grafico,visto che sei autore anche dei disegni, è stato complicato documentarti?

D’antonio: Complicato, nel senso che non è un periodo molto vario dal punto di vista artistico. La storia si svolge nel periodo post contro riforma e quindi era tutto molto tetro e scuro. Mi sono documentato con film e opere ambientate nel periodo per riuscire a farmi un’idea di come rappresentare su carta il periodo storico.

 

Il tuo stile grafico si presta molto al fumetto storico. Ti sei trovato bene con questo genere o ti sei dovuto adattare al tipo di storia?

D’antonio: Mi sono trovato bene. La mia ambizione è di fare fumetto storico, quindi non mi sono dovuto “sforzare” per riuscire ad adattarmi all’ambientazione o hai personaggi.

  Stai già lavorando ad una nuova Graphic Novel o progettando qualcosa di nuovo?

D’antonio: Oltre all’attività come autore completo collaboro come disegnatore per il mercato dei comics americani; quindi i progetti non mancano. Inoltre sto pensando di adattare un romanzo classico a fumetti, l’idea sarebbe di trasporre “Il sogno della camera rossa” un romanzo cinese del 1700, ma questa per adesso è solo un’idea.

 

 

Grazie a Paolo D’antonio e a Kleiner Flug per la disponibilità.

 
Di Ruffino Renato Umberto

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