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Coppa Italia – Napoli-Inter: la rivalsa degli -ic

By   /   20 Gennaio 2016  /   Commenti disabilitati su Coppa Italia – Napoli-Inter: la rivalsa degli -ic

collageTutti si aspettavano il confronto a colpi di tango argentino tra i bomber Higuain e Icardi nel quarto di finale di Coppa Italia andato ieri in scena tra Napoli ed Inter (0-2), e invece, il San Paolo per una notte si è trasformato nel Marakanà (di Belgrado), illuminato dai lampi di classe dei talenti figli di quello che fino a 25 anni fa veniva ricordato come ‘Il Brasile d’Europa’.

Che oltre al freddo pungente, nella serata di Fuorigrotta spirasse forte sul campo un ‘vento dell’Est’, lo si era già capito osservando le distinte di partenopei e nerazzurri, ben otto i calciatori che oggi avrebbero fatto parte, in potenza, della fortissima selezione jugoslava: Handanovic, Hysaj, Strinic, Brozovic, Perisic, Jovetic, Liajic e Manaj; un nutritissimo manipoli di calciatori, dunque, che ha fatto rivivere per 90′ minuti le epiche sfide dal sapore unico che solo campioni del calibro di Savicevic, Pancev, Jugovic, Boban, Boksic o Prosinecki sapevano regalare.

A prendersi la scena ieri sono stati gli interisti Handanovic, Jovetic e Ljajic su tutti; desiderosi di rivalsa dopo la sconfitta (2-1) – con finale rocambolesco – subita un mese e mezzo fa sullo stesso terreno di gioco in campionato.

SARACINESCA – Con almeno tre interventi decisivi Handanovic ha posto un’ulteriore pietra miliare sulla stagione più che positiva del suo club, che si tramuta in ‘sontuosa’ se parliamo di prestazioni personali. Il portierone sloveno, a un passo dalla cessione in estate, ha infine deciso di restare alla corte di Mancini mettendo le proprie manone a servizio dei compagni: facendo registrare ben 13 clean sheet in 21 gare giocate tra campionato e coppa; nonostante quella dell’Inter risulti una delle porte più bersagliate della Serie A con con 88 tiri subiti, Samir ne ha neutralizzati ben 75, oltre l’85% quindi. Una bella rivincita dopo i rumors insistenti che lo volevano addirittura accusato dello scarso rendimento interista nella passata stagione.

SCALPITANTE – Rientrato in Italia da Manchester dopo 3 anni con tanti scuri e pochi chiari, Jovetic è da considerare già un giovane-vecchio del nostro calcio. L’approdo all’Inter serviva a lui stesso, oltre che alla squadra, per ridare tinte forti ad una carriera che pareva indirizzata anzitempo sul viale del tramonto. L’avvio di stagione del talento di Titograd, maglia numero 10 sulle spalle, sembrava incensare immediatamente il ritorno in auge dell’ex Fiorentina: 3 reti decisive nelle prime due gare di campionato (allo scadere in casa con l’Atalanta e doppietta a Carpi) e ruolo di trascinatore aggiudicato – a scapito anche di Icardi -; poi le prime noie al bicipite femorale e qualche prestazione tutt’altro che eccelsa del 26enne hanno convinto Mancini a metterlo sempre più da parte. Tra gli eventi – negativi – degni nota nell’autunno del montenegrino anche uno dei due pali colti dalla Beneamata nel palpitante rush finale di Napoli-Inter del 30 novembre scorso. Proprio dalla stessa porta Jovetic, con il gol del vantaggio di ieri, grida la sua riscossa, alla sua maniera: palla piazzata con un giro da urlo dove il portiere non può mai, e dico mai, arrivare. La strada per la piena riabilitazione è ancora lunga ma Jo-Jo, c’è da crederci, vuole proseguire la sua fase ascendente.

CERTEZZA – Arrivato quasi in sordina sul finire del mercato estivo, ‘stritolato’ dai colpi Perisic e Jovetic, Ljajic si approcciava alla nuova stagione con un ruolo, quanto meno, da comprimario di lusso. La classe del serbo, mostrata a sprazzi tra Fiorentina e Roma, non è mai riuscita a far ‘piazzare le tende’ al classe 91′ in un club capace di valorizzarlo veramente e dimostrare di credere – in primis – nelle sue doti. L’Inter pareva dovesse continuare su questo filone, ora invece alla Pinetina ragionano già sul suo riscatto. Tornando al Napoli-Inter del 30 novembre, una chiara dimostrazione di quanto ‘pesi’ sull’economia di un match Adem al 100% lo si era notato fragorosamente quando – in 10 vs 11 – ha segnato prima la rete della speranza, e poi ha gettato scompiglio, in solitaria, nella terrorizzata retroguardia napoletana degli ultimi 15′ di quell’incontro. La partita di ieri, invece, ha portato alla luce un Ljajic diverso, che si è ‘sbattuto’ sulla fascia per l’intera gara, senza mai risparmiarsi, salvo poi accelerare per quasi 70 metri di campo rimanendo infine lucido davanti a Reina al minuti 91′. Niente male davvero. In una squadra che fatica a trovare la via del gol (1,4 reti a partita contro l’1,9 della Juve e il 2,1 del Napoli), le eccellenti doti di assistman del numero 22 torneranno di decisamente utili a Mancini nel corso dell’annata, prendiamo per esempio Inter-Frosinone del 22 novembre: solo 8 passaggi da Jovetic a Icardi; Ljajic invece crea 6 occasioni da rete: gli assist per Icardi e Brozovic più 4 tiri (uno in porta e 3 fuori). Soltanto 7 errori su 59 passaggi effettuati, di cui ben 35 tra lui e Jo-Jo. 

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