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Hayez: un bacio nella storia

By   /   14 Gennaio 2016  /   Commenti disabilitati su Hayez: un bacio nella storia

Foto Hayez

Francesco Hayez (Venezia 1791 – Milano 1882) è stato un esponente di spicco del Romanticismo storico. Proveniente da una famiglia modesta (il padre era di origine francese) e ultimo di cinque figli, evidenziò sin dalla fanciullezza una grande predisposizione per il disegno che lo portò a frequentare l’Accademia di Belle Arti di Venezia prima e successivamente l’Accademia Nazionale di San Luca a Roma dove ebbe come maestro e tutore il Canova.

Nel 1822 venne chiamato ad insegnare all’Accademia di Belle Arti di Brera dove operò fino al 1879 divenendo di fatto milanese di adozione. La sua fu una poliedrica e lunga esperienza artistica (visse fino a 91 anni) contraddistinta da abilità tecnica sia nel campo della pittura ad olio, su tela e su tavola, sia in quella dell’affresco.

Milano, patria adottiva dunque, a trenta anni dall’ultima mostra allestita sul maestro gli dedica ora la più completa retrospettiva monografica mai concepita sull’artista. La location dell’evento “Hayez. Quasi un secolo di opere del maggiore interprete del Romanticismo” è anch’essa di assoluto prestigio, trattandosi della sontuosa sede museale di Intesa San Paolo in Gallerie d’Italia nella meneghina Piazza della Scala.

Fino al prossimo 21 febbraio il pubblico potrà prendere visione di una grandiosa esposizione che ripercorre cronologicamente in 10 sezioni tutta la carriera di Hayez. Fernando Mazzocca è riuscito a concentrare in Piazza della Scala oltre 100 capolavori del maestro tra cui tre opere della Fondazione Cariplo: “La morte di Abradate” (1813), “Papa Urbano II sulla piazza di Clermont predica la prima crociata” (1835) e “L’ultimo abboccamento di Jacopo Foscari con la propria famiglia” (1838-1840).

Hayez è molto conosciuto per le tematiche cui si è sempre dedicato come la malinconia, la meditazione e le pitture storiche con cui ha saputo rappresentare le inquietudini del Risorgimento di cui finì per divenire il principale interprete insieme a Giuseppe Verdi e Alessandro Manzoni. Ma un soggetto su tutti lo ha legato in modo indissolubile alla storia dell’arte: il Bacio. Questo soggetto fu dipinto in tre esemplari tutti ammirabili insieme per la prima volta dal pubblico.

Francesco Hayez si dedicò con successo al ritratto (celebri quelli del Manzoni, del conte di Cavour e della Principessa Belgiojoso) ma ricorse frequentemente anche all’autoritratto come ben testimoniato in mostra. Famose poi le composizioni con cui ha saputo mirabilmente interpretare il nudo femminile e che hanno fatto scandalo contribuendo peraltro a consacrarlo autore di livello internazionale.

Molti i suoi ammiratori in vita tra cui Giuseppe Mazzini che lo elevò a “pittore vate della nazione”, o come Stendhal che non esitò a definirlo “premier peintre vivant”. Caratteristica dei lavori di Hayez spesso è la presenza di opere “criptate” che ci rivelano un messaggio nascosto.

Tra le opere presenti in rassegna figurano dipinti mai esposti in precedenza come “Gli sponsali di Giulietta e Romeo procurati da fra Lorenzo” (1823) e “Maria Stuarda nel momento che sale al patibolo” (1827). Da segnalare inoltre “La distruzione del Tempio di Gerusalemme” e “Betsabea al bagno” oltre a “Malinconia” (1841) e “Meditazione” risalente al 1851.

Il curatore della kermesse milanese ha quindi voluto accostare i capolavori di Hayez ad opere del suo maestro Antonio Canova, nonché a quelle di un suo seguace, lo scultore svizzero-italiano Vincenzo Vela. Una chicca in rassegna infine è rappresentata dalle dieci lunette che facevano parte di un ciclo di affreschi realizzati da Hayez nel 1819 per decorare l’ufficio della Borsa di Venezia.

Una mostra davvero completa sul genio Hayez che giustifica ampiamente le lunghe code che spesso si sono formate all’ingresso della rassegna in Piazza della Scala. Il pubblico ha potuto ampiamente apprezzare nella circostanza la cifra di Hayez, pittore ancora oggi attuale e meritevole di plauso a tutto tondo e non solo per quel “Bacio” che divenne il manifesto del Romanticismo italiano.

di Aurora Portesio

Hayez. Quasi un secolo di opere del maggiore interprete del Romanticismo
a cura di Fernando Mazzocca
dal 6 novembre 2015 al 21 febbraio 2016
Gallerie d’Italia, Piazza della Scala 6, Milano
orari: da martedì a domenica ore 9,30-19,30; giovedì ore 9,30-22,30

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