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Celebrato il suprematismo di Malevič

By   /   8 Dicembre 2015  /   Commenti disabilitati su Celebrato il suprematismo di Malevič

Foto Malevic

Il suprematismo fu una corrente artistica di fondamentale importanza per lo sviluppo dell’arte del XX secolo. Il movimento guardava ad un’arte scevra da fini pratici ed estetici ed affidata alla pura sensibilità plastica, sostenendo che in precedenza la pittura si fosse limitata ad essere mera rappresentazione estetica della realtà invece che arte fine a se stessa.

A cento anni dalla nascita del suprematismo – la più radicale tra le avanguardie del Novecento – la GAMeC di Bergamo celebra fino al prossimo 17 gennaio colui che ne fu il fondatore e principale interprete con una retrospettiva dedicata al grande artista russo Kazimir Malevič (Kiev 1878 – Leningrado/Pietroburgo 1935).

Il perché del tributo a Malevič è presto detto. Il maestro è considerato a livello internazionale come uno dei tre personaggi che più di tutti hanno influenzato l’arte del XX secolo, dando appunto vita all’egemonia dell’arte astratta, così come Picasso e Duchamp hanno per contro favorito il rinnovamento rispettivamente della tradizione figurativa e di quella concettuale.

Sono trascorsi cento anni da quando venne esposto per la prima volta un quadro di Malevič che è considerato una vera e propria pietra miliare nel mondo dell’arte, così come accadde per Guernica di Picasso. L’opera in questione, che dette avvio al suprematismo, è “Quadrato nero“.

La mostra alla GAMeC riveste particolare rilevanza perché presenta nelle sue sei sezioni ben 70 opere di Malevič poste a dialogare con vari capolavori di importanti artisti russi; tutte le opere sono state selezionate da Eugenia Petrova, vice direttore del Museo di Stato Russo di San Pietroburgo e da Giacinto Di Pietrantonio, direttore della galleria bergamasca.

Si tratta di una rassegna che si fa apprezzare per la completezza e l’accurato approfondimento, basato anche su documenti e filmati propri di uno dei periodi storico-artistici più intensi di tutto il Novecento.

Malevič non si limitò in vita alla creazione di opere legate al suprematismo; la sua fu in realtà una produzione complessa e poliedrica come appare chiaro dalla visita alla rassegna.

Il percorso si apre con il periodo simbolista di Malevič, con lavori come l'”Autoritratto con fiocco rosso” del 1907 per passare alla sezione relativa agli anni Dieci. Nel 1913, in particolare, l’artista fu uno dei firmatari del Manifesto del Primo Congresso Futurista. Eccezionale la riproposizione de “La Vittoria sul sole“, celebre opera totale di musica, arte, poesia e teatro di cui il maestro ebbe a disegnare i costumi e le scene.

A livello di singoli capolavori meritano una citazione “Mucca e violino” del 1913, “Composizione con la Gioconda” (1914), “Quadrato rosso” (1915), “Cerchio nero e Croce nera” (1923), “Testa di contadino” (1928), “Sportivi” (1930-31) e “Casa Rossa” del 1932.

Non mancano inoltre esempi della produzione del maestro di Kiev legati al design e all’architettura, tra cui pitture smaltate su porcellana. Tra gli artisti russi facenti parte dei movimenti artistici di inizio Novecento presenti a Bergamo da ricordare Ilija Repin, Natal’ja Gončarova, David Burljuk, Olga Rozanova e Aleksandr Deineka.

Un appuntamento da non mancare sia per i cultori della storia dell’arte che per il grande pubblico, per gustare l’incontro con un importante artista internazionale che è stato possibile organizzare grazie ai prestiti concessi dal Museo di San Pietroburgo.

di Aurora Portesio

Malevič
a cura di Eugenia Petrova e Giacinto Di Pietrantonio
dal 2 ottobre 2015 al 17 gennaio 2016
GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Via San Tommaso 53, Bergamo
orari: da martedì a domenica ore 9-19; venerdì ore 9-22

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