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Europa – Capolista traballanti: Il weekend tribolato di alcune prime

By   /   7 Dicembre 2015  /   Commenti disabilitati su Europa – Capolista traballanti: Il weekend tribolato di alcune prime

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Il fine settimana calcistico che ci siamo appena lasciati alle spalle ha fatto registrare parecchi risultati sorprendenti. Se andiamo ad analizzare i risultati dei 5 principali campionati europei (Germania, Italia, Inghilterra, Spagna e Francia) noteremo che la maggior parte delle squadre in vetta – tranne qualche lieta eccezione – ha sofferto di ‘vertigini’; lasciando alle contendenti punti utili per ridurre il gap o, addirittura, effettuare il sorpasso.

SCATTO DI NOBILTÀ – Ha fatto molto rumore, in Bundesliga, la caduta dei pluricampioni del Bayern Monaco. La squadra di Guardiola non perdeva tra i propri confini dal 16 Maggio 2015. A centrare l’impresa è stata una nobile decaduta del calcio tedesco, tornata in auge da qualche stagione. C’era un tempo, nel decennio tra il ’69 e il ’79, in cui i Kaiser di Germania erano vestiti di bianco e portavano un nome tanto difficile da scrivere e pronunciare, quanto era complicato avere la meglio di loro sul campo: stiamo parlando del mitico Borussia Mönchengladbach, vincitore di 5 Campionati, 2 Coppe UEFA e 1 Coppa di Germania. Passato il periodo d’ oro, il club a ovest del Reno, non ha mai più raggiunto picchi così alti, fino all’arrivo del tecnico Lucien Favre (2011). Con lo svizzero il Gladbach ha prima ritrovato l’Europa League, centrando poi la qualificazione in Champions grazie al terzo posto della scorsa annata. In questa stagione, dopo una partenza a rilento – e il cambio di panchina con l’arrivo di Schubert – i Puledri stanno pian piano ritrovando gli automatismi di un tempo: la terza piazza attuale nel difficile gruppo della Juventus e lo ‘scalpo’ prestigioso del Bayern (3-1) ne sono la dimostrazione.

VIA, EMILIA – È durato lo spazio di 7 giorni il primato solitario in classifica del Napoli. I partenopei, che per centrare tale traguardo ci avevano impiegato 25 anni, hanno incassato la seconda sconfitta stagionale, al Dall’Ara di Bologna (3-2); vanificando così il successo di lunedì sera con l’Inter e subendo, di conseguenza, il controsorpasso dei nerazzurri unito a quello della Fiorentina di Sousa. I ragazzi di Sarri – dopo il k.o. all’esordio con il Sassuolo e lo 0-0 di Modena col Carpi – hanno dimostrato di mal digerire le trasferte in terra emiliana. Se allarghiamo infatti i precedenti anche alle due stagioni passate, questo ‘Mal d’Emilia’ risulta evidente: 9 punti su 24, aggiungendo a questi club i confronti con il Parma. La buona notizia per Higuain e soci – il Pipita ancora a segno con una doppietta nel finale – è che le trasferte nella terra dei tortellini, del grana e dei prosciutti per quest’anno sono terminate; c’era il serio rischio di un’indigestione d’amarezze.

WELL DONE GARY – A Valencia non è stata una settimana come le altre. Alla già trepidante attesa per l’arrivo della corazzata-Barcellona, la proprietà cinese aveva aggiunto il colpo di scena del cambio di allenatore: cari sono costati al tecnico lusitano Nuno Espirito Santo i recenti risultati negativi in Champions e Liga. Sulla panchina del Mestalla ancora nessun tecnico hispanico, bensì, un anglofoso doc come Gary Neville: ex bandiera del Manchester United, da qualche tempo assistente di Roy Hodgson sulla panchina della Nazionale inglese, Neville è alla sua prima assoluta da head coach. In Spagna il leggendario ex terzino dei Red Devils (400 gare con lo stesso club) ha trovato immediato supporto nell’inseparabile fratello Phil, già assistente di Espirito Santo a Valencia, che ha guidato i suoi dalla panchina mentre Gary era in tribuna. Insomma, i Pipistrelli iberici hanno dato il via ad una squadra ‘a conduzione familiare’ e l’esperimento – almeno all’esordio – ha dato i suoi frutti visto l’1-1 sul quale è stato inchiodato il Barça del fatale trio Suarez-Messi-Neymar.

FUNANBOLI – Chi ha dimostrato una certa dimistichezza con il ruolo di ‘favorita’, o una scafata sfrontatezza da ‘matricola’, sono Paris Saint German e Leicester. Il valore assoluto dei parigini rispetto alle foxes è chiaramente differente ma, i primati nei campionati d’appartenenza e il 3-0 con cui si sono sbarazzate rispettivamente di Nizza e Swansea fanno di loro i club più ‘funambolici’ del Continente. Grande merito va tributato, ovviamente, ai rispettivi tecnici: Blanc è stato saldo nel gestire un momento psicologico difficile per i noti fatti extracalcistici; Ranieri – anche senza il trascinatore Vardy – ha inculcato nei suoi una mentalità Top.

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