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L’Unione Europea paga la Turchia

By   /   30 Novembre 2015  /   Commenti disabilitati su L’Unione Europea paga la Turchia

Donald TuskIeri il Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk ha offerto 3 miliardi di Euro alla Turchia affinché fermi il flusso di migranti che solo quest’anno ha visto riversarsi in Europa circa 1,5 milioni di persone.

L’annuncio è stato dato al meeting, il primo dopo 11 anni, tra l’Unione Europea e la Turchia a cui hanno partecipato i capi di governo dei 28 Paesi membri dell’Unione e il Primo Ministro Turco, Ahmet Davutoglu.

L’Europa, pagando il pizzo alla Turchia, si aspetta che i 2,2 milioni di siriani che vivono nei campi profughi ai suoi confini abbiano una migliore condizione divisa e non intraprendano più questo viaggio della speranza che li ha porta ti verso le coste greche, dove dall’inizio dell’anno sono transitati oltre 700 mila migranti e chiedenti asilo.

Il Primo Ministro Turco ha voluto sottolineare che la Turchia ha speso 8 miliardi di dollari per organizzare i campi profughi e che i 3 miliardi dell’Unione Europea “non sono per la Turchia ma per i profughi siriani”.

Infatti, la Turchia non vuole solo i soldi, vuole molto di più: l’ingresso in Europa. Il riconoscimento di membro effettivo che rincorre dal 1999, da quando fu dichiarata candidata. Da allora i negoziati si sono sempre bloccati soprattutto per il mancato rispetto dei diritti umani e delle libertà, tra cui quella di stampa. Condizioni che ancora oggi, anzi oggi più che mai, non vengono rispettati.

La strada è ormai in discesa e l’ingresso è solo una questione di tempo. Entro il prossimo ottobre 2016 alla Turchia si apriranno le porte previste per gli accordi di Schengen e i cittadini con passaporto turco potranno liberamente entrare ed uscire dall’Europa.

Artefice di questa accelerata è senza dubbio la Germania che non vuole altri migranti e allora accondiscende alle richieste turche, procacciandosi anche il plauso della numerosissima comunità turca, oltre 3 milioni, presente in Germania.

Quali saranno le conseguenza di questa apertura alla Turchia? Moltissime. Non tutte positive. Forse sarebbe stato molto più opportuno facilitare l’ingresso della Turchia in Europa una decina di anni fa, quando il radicalismo islamico non era così forte come lo è ora, specialmente dopo la schiacciante vittoria alle ultime elezioni del Presidente Racep Tayyip Erdogan.

Che la Turchia sia al fianco dello Stato Islamico e contro il Presidente siriano Bashar al-Assad allo scopo di disintegrare la Siria e appropriarsi dei gran parte del territorio oggi in mano allo Stato Islamico. Lo scopo infatti è proprio quello di frantumare la Siria, riducendola in tanti piccoli staterelli sotto l’influenza delle etnie vicine ai paesi confinanti, eliminando quelli con aspirazioni all’autonomia. Entrando la Turchia in Europa, sarà l’Europa a sostenere di fatto gli stessi obiettivi.  

di Vito Di Ventura

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