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Dopo l’abbattimento del caccia russo

By   /   28 Novembre 2015  /   Commenti disabilitati su Dopo l’abbattimento del caccia russo

putin 2Sembrerà un controsenso, ma dopo l’abbattimento del caccia russo adesso la Russia è padrona dei cieli siriani. Nessuno potrà violare lo spazio aereo siriano senza incorrere nella “giusta” reazione della controaerei russa. Nemmeno gli americani visto che hanno giustificato l’atto compiuto da Erdogan.

Già dallo scorso settembre, l’incrociatore Moskva, la nave ammiraglia della Flotta Russa del Mar Nero, era stata dislocata nel porto di Tartus, in Siria, insieme ad alcune navi di scorta e a un sottomarino d’attacco, in supporto all’intervento militare a sostegno del presidente Bashar al-Assad.

Adesso, oltre allo scudo difensivo della Moskva, sono stati schierati in Latakia, nella base aerea di Hmeymim, le versioni avanzate dei sistemi missilistici controaerei S-300/S-400. Quest’ultimo, in particolare, noto con la sigla NATO SA-21 Growler, è in grado di abbattere missilistici balistici e aerei anche con tecnologie stealth. In che significa che anche gli ultimi e tecnologicamente più avanzati aerei statunitensi, F-35, F-22 e B2, sono vulnerabili.

Questo, naturalmente preoccupa molto gli Stati Uniti poiché i loro aerei F-16 volavano liberamente proprio in quei cieli ora controllati strettamente dai russi.

Ma le reazioni di Mosca, che aveva dichiarato “ci saranno serie conseguenze”, sarebbero dirette anche all’economia turca. Mosca, infatti, ha fatto sapere che rafforzerà i controlli sulle importazioni di generi alimentari non rispondenti alle norme di sicurezza alimentare, bloccherà il flusso di turisti russi e i voli da e verso la Turchia, ma soprattutto ha minacciato di far saltare sia il progetto per il gasdotto Turkish Stream sia quello per la centrale nucleare di Akkuiu.

Tuttavia, le ventilate sanzioni si potrebbero rivolgere a danno della stessa economia russa, considerato che la Russia è il secondo partner commerciale della Turchia, con un interscambio che lo scorso anno è stato di circa 31 miliardi di dollari.

Certo è che la tensione tra i due stati, prima decisamente buoni per via della non adesione turca alle sanzioni contro Mosca, ora è al minimo storico. Tocca alle diplomazie fare in modo che la situazione si normalizzi e magari la coalizione sia ampia e unita e comprenda anche la Russia. A questa coalizione hanno già aderito, con mezzi aerei e navali, Germania e Gran Bretagna.

Questo è il momento di dimostrare con i fatti che veramente il mondo libero vuole combattere i terroristi islamici, non per il loro credo ma per le efferatezze compiute in nome del loro dio contro uomini, donne , vecchi e bambini di ogni credo religioso, anzi soprattutto musulmani.

di Vito Di Ventura

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