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Il conflitto siriano ormai terreno di scontro USA-Russia

By   /   13 Ottobre 2015  /   Commenti disabilitati su Il conflitto siriano ormai terreno di scontro USA-Russia

raid ruso in siriaCon l’ingresso in campo della Russia, la guerra in Siria è entrata in una nuova fase. In realtà, la Russia è sempre stata al fianco del Presidente Bashar al-Assad, sostenendolo in tutte le sedi diplomatiche, ma solo da qualche settimana i militari russi sono schierati sul terreno e combattono a fianco dell’alleato.

Ancorché il nemico dichiarato sia lo Stato Islamico, in realtà gli aerei russi hanno bombardato soprattutto le postazioni dei ribelli che si oppongono al governo siriano sin dall’inizio del conflitto e che sono finanziati dai Paesi Arabi e sostenuti dagli Stati Uniti.

Non c’è stato alcun errore, come inizialmente si voleva far credere, gli obiettivi erano ben chiari. Sono state colpite le postazioni dei ribelli al regime armati di missili controcarri BGM-71 TOW, fabbricati dalla Raytheon, che hanno inflitto gravissime perdite all’esercito siriano, distruggendo carri armati e veicoli meccanizzati forniti dalla Russia. Per la loro efficacia i missili TOW sono stati soprannominati “Assad Tamer ”, cioè “Domatore di Assad”, in quanto Assad significa leone. E’ per fermare questa emorragia che la Russia ha impiegato i suoi caccia in appoggio all’esercito siriano.

L’efficacia del missile TOW in qualche modo ricorda quella del missile controaerei Stinger in Afghanistan che i Talebani ricevettero dagli Stati Uniti per combattere gli elicotteri russi. Il loro impiego portò al ritiro dei russi.

Probabilmente, gli USA intendono raggiungere lo stesso obiettivo attraverso il missile TOW, che viene fornito ai gruppi anti regime dall’Arabia Saudita, attraverso i canali del confine con la Turchia, con il tacito assenso della CIA. L’Arabia Saudita comprò dagli Stati Uniti nel 2013 ben 13.795 missili TOW, con il vincolo di comunicare alla parte venditrice l’uso finale del missile, il che oggi si traduce in un implico assenso americano al loro impiego.

Ma il controcarro nulla può contro i raid aerei e gli elicotteri armati russi, perciò i ribelli ora chiedono missili controaerei Stinger o similari che l’Amministrazione americana finora non sembra intenzionata a concedere.

In sintesi, la situazione in Siria si è ulteriormente complicata. Allo Stato Islamico si è aggiunta una maggiore efficacia delle armi in mano ai ribelli contro il regime siriano che hanno inflitto forti perdite. L’intervento della Russia è stata la logica conseguenza per fermare l’emorragia e proteggere il vecchio amico.

Adesso, in ballo non c’è solo l’eliminazione dello Stato Islamico, ma soprattuto il quadro politico e geo strategico internazionale e il ruolo che la Russia deve giocare in tale contesto.

L’attenzione è focalizzata al dopo Assad, ma anche le imminenti elezioni in Turchia saranno importanti nell’equilibrio con la popolazione curda, così come il ruolo che l’Iran vorrà riprendere dopo la morte del Generale Hossein Hamadani, quello che l’Arabia Saudita e altri Paesi del Golfo intendono svolgere, senza tralasciare che non è un caso che sia ripresa l’intifada israelo-palestinese.

Vito Di Ventura

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