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Stati Uniti. Il Generale Campbell chiede il prolungamento della missione in Afghanistan

By   /   7 Ottobre 2015  /   Commenti disabilitati su Stati Uniti. Il Generale Campbell chiede il prolungamento della missione in Afghanistan

Generale Campbell 2Domenica scorsa in un raid aereo “per errore” gli americani hanno colpito un ospedale di medici senza frontiere in Konduz, uccidendo 22 persone, tra cui 12 dello staff medico e 10 pazienti, di cui 3 bambini.

Durante la sua audizione davanti alla Commissione Difesa del Senato il Comandante Statunitense Generale John F. Campbell ha ammesso l’errore e ha spiegato le circostanze dell’accaduto, specificando che la decisione di colpire l’edificio è stata della catena di comando americana, anche se l’intervento aereo era stato richiesto dalle forze afghane impegnate contro i Talebani.

Inoltre, il Generale Campbell ha chiesto di prolungare la presenza americana in Afghanistan e di mantenere un contingente superiore a quello previsto da piano del Presidente Barack Obama.

Quest’ultimo prevede il ritiro degli attuali circa 10.000 soldati lasciando solo 1.000 uomini fino alla fine del 2016. Entro gennaio 2017, termine del suo mandato di presidente, Obama vorrebbe il rientro di tutte le truppe americane dall’Afghanistan.

Secondo Campbell 1.000 soldati non sono sufficienti per continuare l’addestramento degli afghani e condurre operazioni di contro terrorismo, operazioni che sia il Segretario alla Difesa Ash Carter e sia il Segretario di Stato John Kerry hanno ribadito l’importanza che vengano continuate anche nel 2017.

Secondo il Generale Campbell la revisione del piano di ritiro è giustificata dal fatto che il conflitto con i Talebani è peggiorato per via delle operazioni militari condotte dal Pakistan, che ha costretto i Talebani a rifugiarsi in Afghanistan, e per la presenza dei militanti dello Stato Islamico.

La Casa Bianca, tramite l’addetto stampa Josh Earnest, ha subito risposto dicendo che la presenza delle truppe americane in Afghanistan sarà valutata in relazione a diversi fattori, comprese le condizioni militari sul campo, il permanere delle minacce e le risorse che potranno essere assegnate.

di Vito Di Ventura

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