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Reportage Romics Ottobre 2015

By   /   5 Ottobre 2015  /   Commenti disabilitati su Reportage Romics Ottobre 2015

romics15Roma. Anche quest’anno Roma è diventata per quattro giorni la capitale del fumetto in Italia con una manifestazione che ogni anno riesce a crescere nel numero dei partecipanti. Una cosa è sicura, Romics sta vivendo un processo evolutivo. Quest’anno lo spazio dedicato alla fiera era di 5 padiglioni interi divisi in tematiche specifiche: games, fumetti, cinema, videogiochi e cosplay.

Tantissimi gli ospiti e tanti gli eventi organizzati che hanno permesso ai visitatori di divertirsi nei quattro giorni di fiera. Tantissimi gli ospiti di cui molti eccellenti. Quest’anno i Romics d’oro sono stati assegnati ad alcuni esponenti di spicco del mondo della fantasia come ad esempio Bruno Bozzetto. Tre i Romics d’oro assegnati quest’anno: Bruno Bozzetto un pioniere nel genere e una delle bandiere della nostra nazione all’estero per il suo percorso sia nel fumetto che nell’animazione. Mario Gomboli è uno dei più importanti autori di Diabolik, grazie a lui le avventure del ladro con gli occhi di ghiaccio sono proseguite dopo la scomparsa delle sorelle Giussani. Francis Manapul è uno dei migliori talenti del comics USA; disegnatore di una delle serie di punta della Dc Comics (Flash) con il suo stile dinamico ha ridato lustro alla serie del velocista scarlatto.

  romics152Questa edizione ha riconfermato (anche se non credo che ce ne fosse bisogno) l’amore dei giovanissimi per gli “youtuber” ovvero quei ragazzi che si esprimono tramite un canale di “youtube”. Tra questi fenomeni della rete sicuramente uno dei più celebri è Sio, che con il suo fumetto, ha letteralmente paralizzato il padiglione 7 e lo stand Shockdom. Ovviamente Romics non è esente da difetti. Primo tra tutti il numero spropositato di banchi alimentari (con prezzi altissimi) e la tendenza, ormai avviata da qualche anno, a mettere in secondo piano quello che dovrebbe essere il vero protagonista della fiera: i Fumetti. Se si osserva l’elenco degli stand espositori su più di 200 stand presenti solo 15 erano stand di editori medio-grandi, segno che qualcosa nell’idea originale di Romics sta mutando verso qualcosa che del concetto di fumetto in senso stretto ha poco.

 

Il timore è che di questo passo Romics evolva, o meglio involva, in un bazar di fumetti usati, arancini e porchetta, perché se si analizzano i nomi degli stand è impossibile non rimanere “ammaliati” dallo stand “Pizza e mortazza” del padiglione 6.

  Un’edizione di spessore per quanto riguarda gli ospiti coinvolti, soprattuto i nomi dei vincitori del Romics d’oro, ma che lascia perplessi per il contorno che poco ha a che vedere con il fumetto e con un’idea di cultura a fumetti che forse sarà obsoleta ma che in fondo tutti speriamo torni in auge.

 

Di Ruffino Renato Umberto

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