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Le quotazioni da record di Peter Doig

By   /   13 Settembre 2015  /   Commenti disabilitati su Le quotazioni da record di Peter Doig

FOTO PETER DOIG

Nel vasto panorama costituito dagli artisti viventi esiste un’eccellenza per quanto riguarda le quotazioni. Il recordman è un pittore il cui nome è sconosciuto ai più in Italia: Peter Doig.

Le cifre parlano chiaro: è suo il quadro “White canoe” (canoa bianca) venduto all’asta da Sotheby’s a Londra a 8,53 milioni di euro. “Country Rock“, lavoro del 1999, ha toccato i 15 milioni di dollari mentre una versione di “100 Years ago” ha raggiunto i 17 milioni di dollari.

Si tratta di quotazioni assolutamente eccezionali per l’arte contemporanea. Eppure l’artista, per onestà intellettuale o per modestia, mette in guardia dalle quotazioni di mercato che non sempre corrispondono automaticamente alle qualità intrinseche delle opere dei vari autori contemporanei.

Peter Doig (Edimburgo 1959) è un pittore scozzese che da sempre conduce un’esistenza da nomade, risiedendo per la gran parte dell’anno ai Caraibi, per la precisione a Trinidad, e lavorando anche a Londra, New York e Düsseldorf, dove è titolare di una cattedra all’Accademia d’Arte.

Numerose e celebri le sue mostre e i riconoscimenti tributatigli a livello internazionale: nel 1994 è stato finalista al Turner Prize, dal ’95 al 2000 ha fatto parte del consiglio di amministrazione della Tate e nel 2008 è stato insignito del Premio Wolfgang Hahn Prize della Società d’Arte Moderna del Museum Ludwig di Colonia.

Dicevamo però che, specie in Italia, la sua opera è sconosciuta al grande pubblico. Per colmare questa lacuna la Fondazione Bevilacqua La Masa ha organizzato a Venezia la prima personale del maestro in Italia presso il Palazzetto Tito, proprio in coincidenza con l’evento della 56° Biennale d’Arte.

La kermesse consente di ammirare nella storica sede della Fondazione un interessante compendio di opere di Doig frutto della sua trentennale esperienza artistica, a partire da alcuni grandi dipinti fino a lavori di piccolo formato realizzati appositamente per l’occasione e quindi mai esposti in precedenza.

La curatela dell’evento, rappresentata da Milovan Farronato e da Angela Vettese, presenta fino al 4 ottobre vari lavori esplicativi dell’arte di Peter Doig, artista la cui pittura si presenta fluida, liquida, metafisica e caratterizzata da costanti “revisioni” dei propri lavori cui spesso usa apportare ritocchi e modifiche.

Le opere di Doig riflettono la frequentazione del panorama caraibico con colori vivaci e ricchezza di luce e raccontano le sue esperienze ed il suo mondo interiore; l’artista usa spesso partire per la realizzazione dei quadri dalla fotografia di cui è un grande appassionato. Tra gli artisti cui si è ispirato, Doig non manca di citare Hopper e de Chirico.

Celebri alcuni soggetti ripetitivi della sua produzione come le canoe, l’acqua e le foreste, pur essendo tutte le sue creazioni un unicum a se stante. Tra le opere in mostra anche il nudo “Untitled” del 2014, olio su carta montato su tela.

L’artista a livello caratteriale presenta una caratteristica non particolarmente amata dai curatori, ovvero la consuetudine di portare a termine le opere da esporre proprio a cavallo dell’inaugurazione delle esposizioni. Anche questa particolarità contribuisce tuttavia ad accrescere la sua fama di personaggio misterioso.

Una rassegna che merita dunque di essere visitata a latere della Biennale in quanto Doig, al di là delle quotazioni record di mercato, può essere considerato un artista di autentico talento e in possesso di una spiccata abilità pittorica, in grado di creare suggestive atmosfere e testimonianze di arte contemporanea.

di Aurora Portesio

Peter Doig
a cura di Milovan Farronato e Angela Vettese
dal 5 maggio al 4 ottobre 2015
Fondazione Bevilacqua La Masa, Palazzetto Tito, Dorsoduro 2826, Venezia
orari: da martedì a domenica ore 10,30 – 17,30

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