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La decisione di Amburgo in breve

By   /   29 Agosto 2015  /   Commenti disabilitati su La decisione di Amburgo in breve

maròIl problema fondamentale della questione dei Marò, al di là dei tecnicismi giuridici, ottimamente esaminati dal Tribunale di Amburgo, è quello di capire quali siano le norme realmente applicabili a questo caso.

Ciascuna delle parti, per certi versi ha forti ragioni: l’India afferma che l’Italia abbia accettato la giurisdizione indiana, mentre l’Italia risponde (ed è corretto) che non ha mai accettato tale giurisdizione, che le è stata imposta e che è stata costretta ad agire in giudizio per difendersi da un abuso.

Entrambe le parti concordano che i fatti sono avvenuti fuori delle acque territoriali indiane, ma mentre l’Italia afferma che si trattasse di una operazione antipirateria e quindi coperta da immunità funzionale, l’India, trattandosi di nave commerciale e non di nave da guerra o nave governativa esclude l’applicazione dell’articolo 29 della Convenzione che stabilisce l’immunità funzionale.

Addirittura l’India nega che esista un conflitto di carattere internazionale, ma si tratti di un semplice reato commesso da cittadini italiani in area soggetta alla giurisdizione penale indiana (ma, a meno di invocare la normativa antiterrorismo, la giurisdizione penale indiana non giunge oltre le 12 miglia nautiche dalla costa, mentre i fatti sono avvenuti pacificamente a 20,5 miglia nautiche).

C’è poi il problema dei tempi: per poter presentare una domanda cautelare occorre agire con la massima rapidità, non dal fatto, ma da quando è sorto il conflitto (cioè da quando le trattative diplomatiche si sono arenate), fatto, secondo il Tribunale, avvenuto nella primavera 2014.

Il Tribunale alla fine conclude che un conflitto internazionale avente per oggetto l’interpretazione della Convenzione esiste, e che questo fa venire in essere la sua giurisdizione, e che dunque le parti, onde non aggravare la situazione, devono cessare di procedere davanti alle giurisdizioni indiane.

Rileva anche che il lungo tempo trascorso prima che l’Italia abbia attivato la procedura esclude che, allo stato, esista un vero imminente ed irreparabile pregiudizio per i due sottufficiali (in altre parole non li condanneranno certo a morte domani, tanto più che sono stati mandati in licenza in Italia più di una volta, per ragioni di famiglia, elettorali e sanitarie). Viceversa la sospensione dei giudizi a carico dei due fucilieri non pregiudica affatto il diritto dell’India, che non è riuscita, in tre anni, nemmeno a formulare il capo di accusa.

Da ultimo, dice il Tribunale, dato che il conflitto esiste ed ha per oggetto l’esercizio della giurisdizione da parte dell’India verso due agenti governativi italiani, la prosecuzione delle attività nei tribunali indiani non potrebbe che aggravare il conflitto.

Dato che l’udienza era chiamata esclusivamente ad esaminare le questioni preliminari (esiste un caso internazionale? rientra nella competenza dell’ITLOS (International Tribunal for the Law of the Sea)? è possibile assumere una decisione cautelare? debbono i Maro’ essere rimessi in libertà per la durata del processo?), il Tribunale ha deciso le sole questioni preliminari, in particolare:

– esiste un caso internazionale;

– l’ITLOS ha giurisdizione di merito e cautelare sul caso;

– gli elementi esaminati non sono sufficienti a decidere della liberazione dei Maro’ in attesa della sentenza;

– l’India deve sospendere i propri processi e non iniziarne altri fino a decisione della questione internazionale;

– le parti debbono fornire un completo rapporto sui fatti, come nelle rispettive ricostruzioni nazionali, affinché si possa esaminare la questione nel merito.

Può sembrare poco, ma quanto deciso è enorme, sono le fondamenta, senza le quali il giudizio stesso non potrebbe essere iniziato: il Tribunale ha stabilito quali sono gli elementi su cui si deve svolgere il giudizio ed eliminato tutto quanto non c’entra, compreso il mantra indiano: “hanno ucciso dei poveri pescatori innocenti”, cosa che, come nota la Corte, è lungi dall’essere provata (o esclusa).

Nonostante l’opinione contraria (mi tolgo qualche sassolino dalla scarpa) di taluni sedicenti esperti, la giurisdizione indiana si è già conformata.

di Marco Eller Vainicher

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