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Nuovo scempio da parte dei terroristi dello Stato Islamico

By   /   24 Agosto 2015  /   Commenti disabilitati su Nuovo scempio da parte dei terroristi dello Stato Islamico

tempio di PalmiraIeri un gruppo di jihadisti dello Stato Islamico ha fatto saltare in aria il tempio di Baal Shamin (Il signore del Cielo), inserito dall‘UNESCO nell’elenco dei beni patrimonio dell’umanità, della città di Palmira, in Siria.

Lo ha annunciato alla stampa il direttore per le antichità, Maamoun Abdulkarim, che ha detto: “Hanno piazzato una grande quantità di esplosivo nella cella, la parte centrale del tempio, e di conseguenza anche le colonne che reggevano il tempio sono crollate“.

Quando lo scorso 21 maggio i militanti dello Stato Islamico occuparono la città di Palmira, a livello internazionale ci fu una forte preoccupazione proprio per i danni al patrimonio UNESCO, definito da tutti di “straordinario valore”.

I militanti del califfato nero si sono già resi protagonisti di scempi del genere. A giugno hanno distrutto la tomba di Mohammed bin Ali, un discendente del cugino del profeta Maometto, e quella di Nizar Abu Bahaaeddine, due mausolei musulmani, perché, secondo loro, utilizzati per “pratiche pagane”.

Il tempio di Baal Shamin, costruito intorno al II° secolo dopo Cristo e ampliato dai romani sotto l’imperatore Adriano, fu eretto nei pressi di Palmira, la città conosciuta con il nome di “Perla del deserto“. Palmira, o “citta delle palme”, era un’oasi a 210 chilometri a nordest di Damasco, punto di incontro delle carovane provenienti dalla Via della Seta, dal Golfo e dal Maditerraneo. Crebbe d’importanza sotto l’impero Romano.

Per il direttore Abdulkarim si stanno averanno le nostre peggiori previsioni. Hanno distrutto l’antico testro di Palmira, in luglio è stata la volta della famosa Statua del Leone di Athena e hanno trasformato il museo in una prigione“.

Tra gli orrori dei militani di IS, c’è anche la decapitazione, avvenuta lo scorso 18 agosto,del vecchio 82enne ex direttore dei beni archeologici di Palmira, Khaled al-Assaad, che secondo la testimonianza della famiglia, dopo la morte è stato mutilato in varie parti del corpo.

di Vito Di Ventura

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