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Le guerre raccontate attraverso l’arte

By   /   23 Agosto 2015  /   Commenti disabilitati su Le guerre raccontate attraverso l’arte

Foto 1 GUERRA

Uno stretto legame unisce le guerre e l’arte. In occasione del centenario della prima guerra mondiale è stata allestita una rassegna che, attraverso vari contributi complementari, analizza il conflitto come una sorta di viaggio che affonda radici nel passato, ma tocca purtroppo anche la storia più recente.

La mostra in questione “La guerra che verrà non è la prima. Grande guerra 1914-2014” è allestita al MART di Rovereto fino al prossimo 20 settembre.

Come è stato sottolineato in sede di inaugurazione, i curatori dell’evento hanno preso spunto da una celebre poesia di Bertolt Brecht: «La guerra che verrà non è la prima. Prima ci sono state altre guerre. Alla fine dell’ultima c’erano vincitori e vinti. Fra i vinti la povera gente faceva la fame. Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente».

Evidente l’obiettivo di mettere in risalto la crudeltà dei conflitti e la realtà che rende in fondo uguali tutte le guerre pur nei differenti contesti specifici. Al MART l’arte si confronta in questa circostanza con la politica e l’antropologia, entrando in contatto con la quotidianità dei conflitti.

Capolavori delle avanguardie dialogano con opere prettamente di propaganda dimostrando come in epoca bellica le arti, dalla pittura al cinema, finirono gioco forza con l’adeguarsi alle esigenze proprie della propaganda.

Presenti nella ricca kermesse di Rovereto disegni, installazioni, dipinti, incisioni, fotografie, cartoline e corrispondenze per raccontare, nei tremila metri quadrati dell’esposizione, la storia della grande guerra. Esposte inoltre sperimentazioni artistiche più recenti, tra cui installazioni e video che documentano conflitti più recenti oltre a numerosi reperti bellici originali.

Tra le opere d’arte spiccano lavori facenti parte della collezione del MART a firma di Anselmo Bucci, Giacomo Balla, Fortunato Depero e Gino Severini. Tanti poi i capolavori di artisti che hanno direttamente vissuto il dramma della Grande guerra, tra cui Marc Chagall, Arturo Martini, Pietro Morando e Mario Sironi, fino al cecoslovacco Josef Sudek con le sue fotografie.

Da ricordare il significativo contributo di maestri non direttamente coinvolti in guerra, ma che hanno inteso riflettere sulla natura devastante dei conflitti. Ecco dunque lavori tra gli altri di Enrico Baj, Alberto Burri, Alighiero Boetti, nonché le 15 xilografie di Sandow Birk che misurano oltre due metri e mezzo l’una.

Da segnalare infine lavori di Martha Rosler che riflettono sui rapporti tra guerra e media, nonché “Atlantic Wall” di Magdalena Jetelova, installazione fotografica sui bunker della Seconda guerra mondiale. Poi ancora l’installazione di Fabio Mauri “Picnic o il buon soldato”, una sorta di natura morta creata con reperti bellici, mentre per la prima volta risulta esposta al pubblico dopo il recente restauro anche l’opera “Guerra-festa” di Depero, proveniente dalla GNAM.

Un vero e proprio racconto sulla guerra che presenta artisti coevi all’evento della Prima guerra mondiale ma anche il contributo di molti artisti contemporanei per affrontare il tema complesso del dramma umanitario che coinvolse soldati e civili.

A completare questa ambiziosa rievocazione storica a Rovereto l’arte fornisce un ulteriore complementare supporto attraverso l’organizzazione di eventi secondari ma significativi come “Calpestare le guerre“, allestito presso la Casa d’arte futurista Depero, che ha presentato 50 tappeti di guerra provenienti dall’Afghanistan. Il tutto per ricordare attraverso lo sguardo degli artisti, se ancora ce ne fosse bisogno, che “la guerra che verrà non è la prima“.

di Aurora Portesio

La guerra che verrà non è la prima. Grande guerra 1914-2014
a cura di Nicoletta Boschiero, Saretto Cincinelli, Gustavo Corni, Gabi Scardi e Camillo Zadra
dal 4 ottobre 2014 al 20 settembre 2015
MART, Corso Bettini 43, Rovereto
orari: da martedì a domenica ore 10-18; venerdì ore 10-21

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