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Lazio – Keita, un aquilotto pronto a spiccare il volo

By   /   21 Agosto 2015  /   Commenti disabilitati su Lazio – Keita, un aquilotto pronto a spiccare il volo

Keita Baldé DiaoE’ il 77’ di un preliminare di Champions che fin lì ha riservato poche emozioni. Keita Baldé Diao è entrato al 45’ in luogo dell’infortunato Miroslav Klose. Il ventenne spagnolo di origini senegalesi ha portato freschezza all’attacco biancoceleste sciupando però due grosse occasioni, quelle che un killer dell’area di rigore difficilmente sbaglia. E’ il 77’, dicevamo, e Keita con un accelerazione bruciante che ridicolizza la difesa delle Aspirine trasforma una palla innocua in un gol decisivo. La Lazio vince, Keita è l’uomo partita.

REWIND – E’ il 10 novembre del 2013. Si gioca Parma-Lazio, valida per la 12° giornata di Serie A. Petkovic da’ fiducia dal primo minuto a un diciottenne attaccante semi-sconosciuto. Ha vinto la stagione precedente lo scudetto Primavera e può vantare un pedigree importante di ex-canterano del Barcellona, ma pochissimi ne hanno sentito parlare. Keita Baldé Diao ha finora giocato 40’ in campionato, sebbene si sia messo in mostra in Europa League dove ha anche messo a segno due assist contro Legia Varsavia e Trabzonspor. La tremarella dell’esordio da titolare in campionato non lo scalfisce. Lo spagnolo è sfrontato, prova il tiro, sguizza alla difesa ducale, segna. E’ nata una stella. A fine stagione Keita infila 29 presenze condite da 6 gol e 9 assist. Per lui si scomodano paragoni importanti e sui giornali iniziano a fioccare le notizie di interessamenti da parte delle big del Vecchio Continente.

Il cammino del classe ‘95 di Arbucias non è tuttavia privo di ostacoli come pronosticato. Alla Lazio arriva un nuovo allenatore, Pioli, che predica un calcio offensivo, spregiudicato, orgogliosamente verticale. Pioli chiede ai suoi esterni un lavoro importante, con e senza palla, in modo da recuperare la sfera nella trequarti avversaria secondo la migliore tradizione del gegenpressing. Keita ha i mezzi tecnici e atletici per essere perfetto come esterno del 4-3-3 immaginato da Pioli; la sua velocità arma vincente per scardinare le difese avversarie. Può essere un crack, Keita Baldé Diao, ma qualcosa non funziona. Troppo lezioso, Keita fatica ad applicarsi in fase di non possesso. Pioli lo schiera titolare nelle prime due giornate quindi lo accantona. C’è chi dice che lo spagnolo non si applichi al massimo in allenamento, che sia una testa calda e che i senatori della squadra non lo vedano di buon occhio. Quale che sia la verità, Felipe Anderson esplode e Keita cade nel dimenticatoio. Alla fine collezionerà 29 presenze in stagione ma solo 10 dall’inizio e soprattutto 0 minuti nelle ultime 3 decisive partite della stagione, in particolare, il 2-4 al San Paolo che spalanca alla Lazio le porte dell’Europa che conta.

Il Golden Boy della Lazio perde la sua lucentezza e si immalinconisce nell’estate del 2015. Viene dapprima accostato alla Fiorentina, quindi all’Inter, infine al Liverpool ma il patron Lotito con la Champions alla porte non vuol sentire parlare di cessione. Nel frattempo Keita gioca poco in un precampionato disastroso e la sua permanenza sembra più dettata dalla necessità di rientrare negli stringenti nuovi parametri varati dalla FIGC che per scelta tecnica. La miccia si accorcia sempre di più e la bomba esplode il 9 agosto. La Lazio perde malamente la Supercoppa a Pechino contro la Juventus, Keita fa’ ancora 0 minuti ed esce allo scoperto chiedendo la cessione.

Ed arriviamo a quel 77’ di un preliminare di agosto dove la stella di Keita è tornata a brillare. Oggi come ieri il ventenne spagnolo sembra avere potenzialità enormi, tanto quanto i limiti caratteriali palesati da un ragazzo forse troppo presto lasciato da solo alle luci della ribalta. La contemporanea assenza di Klose e Djordjevic consegneranno con tutta probabilità a Keita la maglia da titolare per la prima giornata di campionato, un occasione importante per dimostrare ai tifosi che dopo tutto è ancora lui il futuro della Lazio. Vola solo chi osa farlo…Keita è pronto a spalancare le ali e gettarsi nel vuoto.

di Alessandro Tassone

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