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Antologica su Sciltian a 30 anni dalla scomparsa

By   /   6 Agosto 2015  /   Commenti disabilitati su Antologica su Sciltian a 30 anni dalla scomparsa

Foto Sciltian

Gregorio ScFoto Sciltianiltian (Rostov 1898 – Roma 1985), pittore di nascita russa ma naturalizzato italiano, è stato una delle figure più affascinanti ancorché discusse del panorama artistico italiano del Novecento.

Costretto alla fuga dal paese natale a causa degli eventi legati alla Rivoluzione Bolscevica, operò praticamente per tutta la vita in Italia, fatta salva una parentesi parigina negli anni dal 1927 al 1933.

A trenta anni dalla sua scomparsa, anche per riportarlo in auge dopo una fase di ingiustificato oblio, ci ha pensato il curatore Stefano Sbarbaro che ha dato vita a Firenze alla rassegna “L’illusione di Sciltian. Inganni pittorici alla prova della modernità” visitabile sino al prossimo 6 settembre nella prestigiosa location di Villa Bardini.

Si tratta di una grande antologica strutturata in sezioni tematiche volte a valorizzare l’intera produzione di Sciltian che si sviluppa in un arco temporale di oltre mezzo secolo. Sono ben 112 i lavori presentati tra pitture ad olio, disegni, opere grafiche, bozzetti e figurini teatrali.

In particolare la mostra ben documenta l’eccezionale abilità di ritrattista di Sciltian come si evince da una qualificata galleria di personaggi raffigurati comprendente il Duca Luigi Grazzano Visconti, Galeazzo Ciano, nonché Eduardo e Peppino De Filippo.

Oltre alle pitture ad olio, come anzidetto, la rassegna presenta altre forme artistiche in cui si è cimentato l’artista, a partire proprio dal disegno. Il tutto è contestualizzato anche grazie alla presenza di fotografie e oggetti provenienti dal suo atelier, nonché da lavori di pittori a lui vicini.

Tra questi ultimi i componenti del gruppo “I Pittori Moderni della realtà”, Alfredo Serri, Pietro Annigoni e i fratelli Bueno e Carlo Guarienti. Presenti anche lavori di artisti in qualche modo collegabili a Sciltian come Giorgio de Chirico, Renato Guttuso, Antonio Donghi, Aligi Sassu, Carlo Socrate, Vinicio Paladini e Mimmo Rotella.

Tra gli appellativi di cui godette in vita, almeno due, “creatore di spettacoli dipinti” e “il plastico per eccellenza“, gli sono stati attribuiti dal suo estimatore de Chirico. Ciò testimonia anche la notorietà di cui Sciltian godette in vita.

La sua opera, altrimenti definita come “l’argine contro la deriva del modernismo“, si allineò con la tradizione accademica alla costante ricerca di una rappresentazione realistica e critica del mondo. Sciltian fu grande ammiratore in primis del Caravaggio, al punto che nei suoi lavori sono visibili molti elementi riconducibili al grande Merisi.

Tra i suoi tanti estimatori, oltre a de Chirico, figurano anche Roberto Longhi, Giò Ponti, Ugo Ojetti e Carrà. In rassegna molte le opere degne di nota, a partire dai lavori di Sciltian come “Bacco in osteria“, “Eterna illusione“, “I vagabondi“, “La scuola dei ladri“, “La scuola dei modernisti” e i molti ritratti, per finire con capolavori come “Nudo sdraiato” di Guttuso o l’“Autoritratto” del 1954 di de Chirico.

Una mostra su Sciltian mancava dal 1986. Dunque un tributo dovuto ad un esponente di rilievo della recente storia dell’arte la cui produzione meritava davvero di essere riposta nella giusta luce, dato il segno lasciato da Gregorio Sciltian non solo in pittura, ma anche nel mondo pubblicitario e del design.

di Aurora Portesio

L’illusione di Sciltian. Inganni pittorici alla prova della modernità
a cura di Stefano Sbarbaro
dal 3 aprile al 6 settembre 2015
Villa Bardini, Costa San Giorgio 2, Firenze
orari: da martedì a domenica ore 10-19

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