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Russia e Siria criticano la politica contro il terrorismo dell’Occidente

By   /   29 Luglio 2015  /   Commenti disabilitati su Russia e Siria criticano la politica contro il terrorismo dell’Occidente

Obama_to_visit_Ethiopia_2015La sparatoria nell’albergo tunisino di Sousse, la bomba alla moschea Shiita in Kuwait, l’attacco ad una industria americana in Francia e di recente gli attentati in Turchia, solo per citarne alcuni, fanno parte di quell’ondata terroristica che negli ultimi tempi si è scatenata e che ha prodotto oltre 60 morti.

La risposta a questo incremento terroristico è stato l’ingresso nella lotta della Turchia, la cui aviazione ha effettuato raid sia contro gli uomini del califfato islamico sia contro i ribelli curdi. Inoltre, allargando lo sguardo, anche l’Iran partecipa sostenendo gli iracheni contro lo Stato Islamico, mentre nello Yemen l’Arabia Saudita combattere i ribelli Houti. In pratica, la coalizione contro il terrorismo internazionale a guida americana, si è spostata dall’Afghanistan alla Penisola Arabica e si è allargata. Tuttavia, non comprende la Russia e, naturalmente, la Siria.

Entrambe, infatti, considerano la politica occidentale del “doppio standard”. In particolare, il Presidente siriano Bashar al-Assad ha dichiarato che: “L‘Occidente affronta il terrorismo con ipocrisia perché diventa terrorismo se colpisce loro, mentre si tratta di rivoluzione, di democrazia e di difesa dei diritti umani quando colpisce noiChiunque voglia combattere il terrorismo deve adottare una politica basata sulla prudenza, giustizia e rispetto della volontà popolare nel determinare la destinazione e la gestione dei loro problemi”.

Gli ha fatto eco il Vice Ministro degli Esteri Russo, Oleg Syromolotov, che, dopo aver ribadito che la Russia ha una lunga esperienza sul terrorismo e non ha mai usato due pesi e due misure, ha affermato che: “E’ pericoloso e contro producente dividere il terrorismo tra cattivi e più cattivi”. Inoltre, per Syromolotov la lotta al terrorismo va combattuta sulla base di leggi internazionali e le decisioni delle Nazioni Unite e del suo Consiglio di Sicurezza debbono essere attuate tenendo presente il principio della sovranità ed eguaglianza degli stati senza usare, come alcuni fanno, alcuni gruppi per perseguire i loro scopi politici e geopolitici.

Il riferimento è chiaramente all’attuale viaggio in Africa del Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che in visita in Etiopia ha esortato il Premier Haile Mariam Desalegn a combatter il gruppo al-Shabab, affiliato ad al-Queda. “Se al-Shabab ha ridotto le sue attività nell’Africa dell’Est è grazie alla tenacità e combattività degli etiopi”, ha affermato Obama. Per molti comunque questo viaggio è visto appunto come opportunistico, del doppio gioco, che ha dato credibilità al governo di Addis Abeba considerato invece repressivo dei diritti umani e dove giornalisti e dissidenti vengono facilmente incarcerati. Obama ha glissato le critiche dicendo che “C’è molto da lavorare e comunque ci sono dei principi che dobbiamo accettare”.

di Vito Di Ventura

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