Loading...
You are here:  Home  >  Esteri  >  Current Article

La Turchia chiede l’aiuto della NATO

By   /   27 Luglio 2015  /   Commenti disabilitati su La Turchia chiede l’aiuto della NATO

donne turcheCome volevasi dimostrare, adesso la Turchia invoca l’applicazione dell’articolo 4 e chiede che il Consiglio dell’Alleanza, l’organo decisionale della NATO, si riunisca per decidere.

In particolare, l’Articolo 4 così recita: “ Le parti si consulteranno ogni volta che, nell’opinione di una di esse, l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di una delle parti fosse

minacciata”.

In sintesi, la Turchia vuole che l’Alleanza intervenga per difendere la sua sicurezza territoriale, minacciata dai militanti dello Stato Islamico e dai ribelli curdi del PKK (Kurdistan Worker’s Party – Partito dei Lavoratori Curdi). Entrambi i gruppi si sono resi artefici di attentati che nelle ultime settimane hanno insanguinato la Turchia.

Un suicida dell’IS ha provocato la morte di 32 persone al confine con la Siria, mentre il PKK ha rivendicato l’attentato dell’auto bomba che ha provocato la morte di 2 soldati e il ferimento di altri 4.

Il Consiglio della NATO, che prevede la partecipazione degli ambasciatori dei 28 Paesi membri dell’Alleanza, si riunirà mercoledì prossimo. Questo non significa automaticamente un intervento militare delle truppe NATO. Sicuramente verrà emesso un comunicato congiunto di solidarietà nei confronti della Turchia e magari, successivamente, l’invio di forniture logistiche o di qualche “consulente”.

Intanto, la Turchia ha incassato il sostegno di Lady PESC, Federica Mogherini, della Cancelliera Tedesca Angela Merkel e della Casa Bianca. Tutti hanno anche sottolineato la necessità che la Turchia garantisca la sicurezza dei propri cittadini, ma allo stesso tempo non chiuda la porta delle trattative e del processo di pace con i curdi. In particolare, il PKK, che il governo americano ha inserito nella lista nera dei terroristi, secondo il portavoce della Casa Bianca, Alistair Baskey, dovrebbe abbandonare ogni forma di terrorismo e riprendere il dialogo con il governo di Ankara.

Il governo, per evitare disordini, ieri ha vietato che si tenesse una manifestazione pacifica ad Istanbul per denunciare gli attacchi suicidi dei giorni scorsi. Tuttavia, gli scontri con la polizia non sono stati evitati con quanti invece protestavano per la morte, avvenuta lo scorso giovedì, di una donna sospettata di far parte del partito di Marxista-Leninista DHKP-C (Revolutionary People’s Liberation Party–Front), dichiarato fuorilegge dal governo. I manifestanti hanno lanciato bombe molotov e un poliziotto è morto in ospedale in seguito alle ferite riportate durante gli scontri.

di Vito Di Ventura

    Print       Email

You might also like...

Francia e Turchia sempre più ai ferri corti

Read More →