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La de Lempicka più intima e segreta

By   /   25 Luglio 2015  /   Commenti disabilitati su La de Lempicka più intima e segreta

Foto Tamara Torino

Un evento artistico nato nel bel mezzo di accese polemiche quello allestito a Palazzo Chiablese di Torino e dedicato alla mitica Tamara de Lempicka. Il tutto verteva sull’opportunità di presentare l’arte spesso trasgressiva dell’artista polacca nei pressi del Duomo dove è in corso il programma dell’Ostensione della Santa Sindone.

Ma tant’è che la mostra si è fatta e che resterà aperta sino a tutto il 30 agosto. Gioia Mori, massima esperta di Tamara de Lempicka, per la circostanza riserva una serie di sorprese legate agli approfondimenti operati sulla vita e l’arte di questa affermata artista da sempre amata dal pubblico.

Tamara, assidua frequentatrice del bel mondo, fu un personaggio eccentrico e sui generis e si dimostrò sempre particolarmente abile a valorizzare nel modo più opportuno se stessa e i suoi lavori che furono acquistati anche da gente dello spettacolo tra cui Jack Nicholson, Madonna e Barbara Streisand.

Dicevamo degli approfondimenti, legati soprattutto alla sua vita privata e ai suoi legami affettivi che come noto erano rivolti ad entrambi i sessi. Ma anche approfondimenti concentrati sul suo percorso artistico, attraverso lo sviluppo di aree tematiche che prendono avvio dalla natura morta con la presenza in rassegna di un’opera del 1914 che raffigura una rosa dipinta all’età di soli sedici anni.

L’esposizione contempla circa cento lavori di Tamara de Lempicka a partire dall’immagine icona della mostra: la celebre “Jeune fille en vert”, olio su compensato del 1927-30 arrivato dal Centre Pompidou di Parigi. Quindi lavori che ricordano il vissuto dell’artista, dagli acquarelli del periodo russo, alla ritrattistica.

Attraverso un’attenta visione dei suoi dipinti scopriamo una Tamara più intima e segreta apprezzando anche inediti rapporti con i grandi fotografi della sua epoca. È il caso dell’accostamento tra il dipinto “Strada nella notte” e le foto di Kertész e Brassaï.

Opere la cui visione è sicuramente da non perdere sono “La conchiglia”, trompe l’oeil del 1941 o i lavori dedicati alla figlia come “Kizette al balcone” e “La comunicanda”. Ma ecco una presenza inaspettata: la donna spesso spregiudicata che siamo istintivamente portati a ricordare si è dedicata in segreto anche all’arte sacra con lavori come “Vergine col Bambino” (1931) o “Vergine blu” (1934) per finire con “La madre superiora”.

Non poteva poi certo mancare in rassegna il filone che Tamara ha dedicato ad un mondo a lei assolutamente congeniale come quello della moda (non dimentichiamo che fu anche indossatrice), con opere celebri come “Sciarpa blu” (1930) piuttosto che “Ritratto di Madame Perrot con calle” (1931-32).

Centrale nella sua esistenza è poi il mondo della coppia, con capolavori come “La prospettiva” (1923) e i nudi dedicati sia ai suoi amanti che alle “amazones”. Qui spazio ai lavori forse più noti di Tamara a partire da “La sottoveste rosa” e “La bella Rafaëla”.

Dicevamo delle polemiche che hanno preceduto l’evento. Dopo la visita alla rassegna si evidenzia peraltro un nesso tra sacro e profano proprio grazie alla sezione dedicata all’arte devozionale cui Tamara de Lempicka si dedicò con sincero interesse.

Una rassegna quella nell’antico palazzo torinese facente parte del Polo Reale, che è in grado di attrarre il grande pubblico per la capacità comunicativa di questa artista moderna e cosmopolita, che condusse una vita da romanzo. Non per nulla è già programmata una riproposizione della kermesse all’Hungarian National Gallery di Budapest.

di Aurora Portesio

Tamara de Lempicka
a cura di Gioia Mori
dal 19 marzo al 30 agosto 2015
Palazzo Chiablese, Piazza San Giovanni 2, Torino
orari: lunedì ore 14,30-19,30; martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica ore 9,30-19,30; giovedì ore 9,30-22,30

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