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Vienna: Oggi riprendono i colloqui sul nucleare iraniano

By   /   13 Luglio 2015  /   Commenti disabilitati su Vienna: Oggi riprendono i colloqui sul nucleare iraniano

delegazione iraniana colloqui nucleareDopo che la scadenza è stata più volte prolungata, oggi riprendono i colloqui sul nucleare iraniano, nella speranza che entro la fine di questa settimana si possa finalmente mettere la parola fine alle controversie e presentare un documento finale che i capi di governo dovrebbero firmare a Teheran, in data da stabilirsi.

I capi delle delegazione e i diplomatici del cosiddetto gruppo dei 5+1 (USA, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania) e dell’Iran stanno lavorando da circa 16 giorni, l’ultimatum scadeva lo scorso 30 giugno, senza tuttavia aver eliminato del tutto le difficoltà.

L’accordo dovrebbe stabilire i termini temporali e di verificabilità del programma nucleare iraniano, in modo che non possa essere utilizzato per produrre armi nucleari, in cambio dell’eliminazione delle sanzioni che consentirebbe all’Iran di accedere a milioni di dollari ora congelati.

Restano da definire alcuni importanti dettagli. In particolare, l’Iran chiede che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite approvi una risoluzione che ponga fine all’embargo sull’importazione di tecnologie avanzate e sull’acquisto di armi e che le attività dell’Iran non vengano più descritte come illegali. Anche se in realtà nessuno sa se tale embargo possa continuare ad esistere per mesi o anni.

Gli Stati Uniti sperano che politicamente l’accordo sul nucleare possa essere l’inizio di un un nuovo rapporto con l’Iran e, in particolare, la possibilità di combattere il nemico comune, lo Stato Islamico. Ma a gettare acqua sul fuoco ci ha pensato subito l’Ayatollah Ali Khamenei che ieri ha definito gli Stati Uniti un “eccellente esempio di arroganza” e ha esortato gli studenti dell’università di Teheran a “continuare a combattere la battaglia contro le potenze arroganti”.

Questo ha riacceso le polemiche di quanti nel Congresso americano non vedono di buon occhio questo accordo sul nucleare ed hanno una visione molto più radicale per la risoluzione del problema, condividendo le paure del premier israeliano, Benjamin Netanyahu.

di Vito Di Ventura

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