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Il “famigerato” Regolamento di Dublino per l’accoglienza in Europa.

By   /   17 Giugno 2015  /   1 Comment

migranti 3In questi giorni concitati in cui il tema immigrazione è di scottante attualità, molti citano il Regolamento di Dublino in tema di accoglienza in Europa. Vediamo che cosa prevede.

Emanato nel 2003 in sostituzione della precedente Convenzione di Dublino del 1990 sullo stesso argomento, “è il testo che regola la richiesta di asilo da parte di cittadini extracomunitari che fuggono da paesi in guerra o persecuzioni di natura politica o religiosa”.

L’ambito di applicazione è quindi chiaro, riguarda i profughi e non tutti gli immigrati clandestini compresi quelli economici. L’ultima versione emersa a seguito di vari emendamenti, quella del 2014, prevede che l’esame della richiesta di asilo avvenga nel Paese di arrivo. Tenuto conto del fatto che la quasi totalità dei migranti nel Mediterraneo approda in Italia, questa incombenza spetta quasi sempre al nostro Paese.

Lo scopo dell’accordo era quello di regolamentare l’accoglienza ottenendo che almeno un Paese provvedesse ad imbastire la pratica per l’ottenimento dello status di rifugiato politico, regolando così in modo ordinato i flussi migratori in un clima di reciproca collaborazione.
 Tutto bene, perché all’epoca si considerava che l’ingresso illegale fosse una eccezione, mentre oggi è divenuto la regola e anche causa di diatribe tra gli Stati a livello diplomatico. Quello che succede a Ventimiglia, con la Francia che chiude le frontiere perché non accetta immigrati illegali e non registrati, ne rappresenta un esempio. D’altro canto la Francia è forse poco solidale e questo non va bene, ma applica le regole.

Ma approfondiamo. La procedura prevede che “ad ogni immigrato vengano rilevate le impronte digitali per l’inserimento delle stesse nella banca dati europea a cura di chi lo accoglie per primo”. Lo scopo è quello di conservare traccia dell’ingresso dei migranti per evitare richieste plurime di asilo in diversi Paesi. Di più, se la richiesta viene comunque presentata in una nazione diversa da quella di ingresso, il migrante può essere rimandato indietro nello Stato “di primo approdo”.

Purtroppo è, come sappiamo, solo teoria. Le impronte non si rilevano perché registrare le impronte digitali è considerato quasi illegale da alcune influenti associazioni umanitarie, in quanto procedura prevista solo per i responsabili di reati.

La situazione oggi in Italia qual’ è? Da noi andava bene quando la legge Bossi-Fini prevedeva il reato di immigrazione clandestina. Ora non più, quella legge, come sappiamo, è stata annullata ed entrare clandestinamente in Italia non è reato.

Affogati nel flusso migratorio che ci investe, facciamo entrare i migranti senza identificarli, li controlliamo poco, sperando che possano raggiungere in qualche modo il paese dove vogliono risiedere e dove poi regolarizzarsi. Fino ad oggi al riguardo era in atto un gentlemen agreement tra i Paesi europei che, in tempi di flussi ridotti, consentiva di “chiudere un occhio” sul regolamento di Dublino per cui i migranti raggiungevano quasi sempre le loro mete. Questo tacito accordo è saltato, le Nazioni sono tornate ai sospetti ed alla sfiducia reciproca.

Certo che oggi ci troviamo in una situazione quantomeno curiosa: sulle nostre spiagge, Paese di approdo, abbiamo richiedenti asilo che non vogliono rimanere nel nostro Paese, che noi stessi non vogliamo ma che invece ci dobbiamo tenere.

Se non altro ci siamo finalmente resi conto che salvare un migrante significa poi farsi carico anche della sua tutela: un peso che per qualche Stato, soprattutto tra quelli affacciati sul Mediterraneo (noi compresi), sta divenendo insostenibile in assenza di un intervento massiccio di un’Europa unita e solidale, che ancora non c’è. Nel frattempo ci dobbiamo organizzare.

di Roberto Bernardini

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1 Comment

  1. francesco ha detto:

    Regolamento tra DEMENTI che “chiudono un occhio” .
    Decine di migliaia di migranti provenienti da zone a rischio, senza lasciare traccia del loro passaggio in Italia per paura di non potere raggiungere la loro “terra promessa”. Chi sono queste persone?

    Nella storia dell’uomo, più volte popoli disperati in fuga dalla fame e dalla guerra, manipolati da una masnada di assassini, hanno lasciato dietro di loro morte e distruzione a causa di un’ inadeguata politica dell’accoglienza e dei conflitti interni al potere dei vari “stati” attraversati ….. . Pensate politici, pensate …

    http://mozaikojn.weebly.com/i-popoli-del-mare.html

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