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LIBIA: da Casablanca fumata nera, per i trafficanti nel mediterraneo il business continua

By   /   10 Giugno 2015  /   Commenti disabilitati su LIBIA: da Casablanca fumata nera, per i trafficanti nel mediterraneo il business continua

Bernardino Leon (1)Le speranze che ai colloqui di Casablanca indetti dalle Nazioni Unite per comporre la crisi libica si potesse raggiungere un accordo sono sfumate. La proposta dell’ONU per un governo di unità nazionale è stata rigettata dalla Libia e quindi la prospettiva di una soluzione a breve termine si allontana sempre di più.

Il Parlamento libico ha anche proibito ai propri delegati di partecipare all’incontro programmato in Germania da Bernardino Leon, l’inviato speciale di Ban Ki Moon per la questione libica, con i leader europei e nord africani sulle cui capacità di mediazione si contava molto.

La libia è nel caos più completo con due governi che si combattono per la supremazia nel controllo del territorio. Tutto questo allontana anche ogni ipotesi di razionalizzazione del problema dell’immigrazione incontrollata dal nord Africa verso l’Italia ed il resto dell’Europa. Senza un governo di riferimento che possa parlare a nome della maggioranza dei libici ogni ipotesi di accordo per un intervento dell’ONU o dell’UE in Libia è fuori discussione e praticamente impossibile perché mancano sia la legittimazione sia il riferimento giuridico per ogni iniziativa concreta da parte della comunità internazionale.

I numeri a oggi sono quelli riportati da tutta la stampa. Per il 2015 siamo globalmente a quasi 100.000 migranti accolti da Italia (50.000), Grecia e Malta. Non ci sono prospettive di riduzione del fenomeno, anzi, la partecipazione dei partner europei con proprio naviglio militare ha consentito di salvare migliaia di vite umane in più rispetto a quello che già si faceva, ma allo stesso tempo ha notevolmente aumentato gli arrivi sulle nostre coste. Anche l’ipotesi di trasferire in Europa 24.000 migranti da tempo ospitati in Italia ed in attesa di raggiungere le ambite mete nord europee, notizia di oggi, segna il passo.

L’Italia è in mezzo ad un guado che è sempre più difficile superare e non trova grande ascolto a Bruxelles. La politica dell’accoglienza indiscriminata che stiamo seguendo, per certi versi encomiabile, non tutela i nostri interessi nazionali ed ha un costo insostenibile. E’ urgente che il nostro governo, preso atto della indisponibilità dei partner europei a suddividersi le quote di immigrati, applichi nuove regole e decida un nuovo approccio all’accoglienza.

Dobbiamo organizzarci. Gestione accentrata dei profughi, collocazione in strutture dedicate da reperire tra le migliaia esistenti a livello nazionale, revisione dei criteri nazionali per l’identificazione (clandestino, immigrato clandestino economico, profugo, ecc.) in aggiunta o se necessario anche in deroga a quelli europei.

Non ci sono speranze di allontanare dalla nostra realtà questo fenomeno migratorio che ci investe. In passato ci sono stati vari flussi migratori che hanno interessato altri paesi europei e non l’Italia, non dimentichiamolo. Ricordiamo quanti profughi dai Balcani sono stati ospitati in Europa centrale. Solo in Svizzera, piccolo paese ancorché di grande ricchezza, negli anni delle guerre balcaniche erano confluite diverse centinaia di migliaia di kosovari che avevano trovato accoglienza e sistemazione. La Germania dal canto suo nello stesso periodo ha ospitato rilevantissime quote di profughi balcanici al cui cospetto i numeri che oggi ci riguardano sembrano irrilevanti.

Non dimentichiamoci che siamo il 7° od 8° paese per ricchezza, dobbiamo tirarci su le maniche e smetterla di pietire, non è dignitoso. Dobbiamo risolvere il nostro problema.

Promuovere iniziative a livello europeo e pretendere che vengano approvate ed applicate è sacrosanto ed è la strada da seguire. Ma in attesa di tale approvazione il mondo si aspetta che l’Italia faccia completamente la sua parte. Un paese di più di 60 milioni di abitanti con la nostra storia e le nostre capacità e possibilità, può accogliere, senza problemi, rilevanti quantità di esseri umani in difficoltà, senza demagogia, senza razzismo, con umanità. Ovviamente il tutto con regole ben precise.

di Roberto Bernardini

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