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L’incubo dei jihadisti della porta accanto nell’ultimo libro dell’algerino Khaled Fouad Allam

By   /   9 Maggio 2015  /   Commenti disabilitati su L’incubo dei jihadisti della porta accanto nell’ultimo libro dell’algerino Khaled Fouad Allam

jihadista“Di certo non avrei mai voluto scrivere queste pagine sul terribile attentato di Parigi, anche se pochi mesi fa ipotizzavo il pericolo dell’attuale situazione e della nascita di un fenomeno inedito che ho definito terrorismo di prossimità. La data del 7 gennaio 2015 suona già come l’11 settembre 2001, una specie di spartiacque, l’entrata in una nuova era, nella quale le nostre democrazie moderne dovranno abituarsi a non sottovalutare la nuova forma di minaccia, quasi permanente, che può prevenire da ogni punto del globo”. Con queste parole il sociologo di origine algerina Khaled Fouad Allam conduce per mano il lettore nel viaggio attraverso le pagine del suo saggio “Il jihadista della porta accanto” (Piemme). L’autore sottolinea come non è un caso che l’attentato sia avvenuto nella capitale francese, luogo altamente simbolico per tutto ciò che concerne la libertà. Charlie Hebdo inoltre non è un periodico qualunque, poiché da sempre si batte contro ogni forma di censura. L’analisi lucida proposta dall’autore parte dal presupposto che non si può prescindere dal contesto caratterizzato dalla nascita di un Califfato. L’Isis fa leva su forme individuali di “guerra santa” coinvolgendo ragazzi e ragazze di seconda generazione e nati in Europa. Proprio per questo l’autore parla di “terrorismo di prossimità”, cioè capace di esplodere in qualunque città, in qualunque Stato del mondo. Chi sono, dove si nascondono e come agiscono i jihadisti senza volto che parlano francese, tedesco, inglese, danese, italiano? Khaled Fouad Allam lo spiega nel suo saggio attraverso un linguaggio semplice e di facile intuizione adatto anche a chi non è profondamente addentro alle questioni di geopolitica e si avvicina con curiosità alle vicende legate al Califfato e all’Isis sull’onda emotiva dell’attentato a Charlie Hebdo e di quello al Bardo di Tunisi che è seguito. “Aver colpito i disegnatori di Charlie Hebdo è come aver ammazzato i filosofi della libertà. A prescindere dalle opinioni religiose o filosofiche, il mondo intero ha con loro un debito di riconoscimento, vorrei dire di significato. La strage di Parigi è altamente simbolica e nasconde una trappola micidiale: quella di farci confondere, di farci precipitare nel buio della notte che precede ogni totalitarismo” sottolinea l’autore del “Jihadista della porta accanto”. Una lettura adatta a chi, consapevole che i jihadisti pronti a tutto sono tra noi, in Europa, nelle nostre città, vuole trovare risposte a certe ricorrenti domande e vuole capire il perché di questo inquietante incubo mondiale.

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