Loading...
You are here:  Home  >  Esteri  >  Missione Difesa  >  Current Article

Alcune doverose considerazioni sui Cent’anni dell’Artiglieria Controaerei

By   /   20 Aprile 2015  /   Commenti disabilitati su Alcune doverose considerazioni sui Cent’anni dell’Artiglieria Controaerei

Samp-TDue giorni pieni di attività e di emozioni. Due giorni intensi in cui si sono ripercorsi i traguardi del passato, lungo cento anni, puntando lo sguardo sul futuro dell’Artiglieria Controaerei. Convegno/dibattito, esercitazione sul terreno, mostra statica dei sistemi d’arma e relativi posti comando, inaugurazione di una targa commemorativa e il concerto della Banda dell’Artiglieria Controaerei questo è stato il mix di appuntamenti che hanno concretizzato il Centenario voluto e organizzato dal Comandante, Gen. B. Carlo Zontilli, e dai suoi uomini.

In estrema sintesi, il messaggio finale che si è colto da questa due giorni è che dopo cento anni la Specialità non è vecchia e decrepita, anzi è più che mai arzilla ed ha ancora tutto il vigore dei primi anni. Ne sono testimonianza il suo enorme bagaglio tecnico e la sua effervescenza culturale.

La Controaerei, nata per contrastare la minaccia aerea, si è evoluta con essa, anche se tenerne il passo non è stato e non sarà facile, anzi diventerà sempre più difficile a causa delle ristrettezze finanziarie. Oggi la minaccia aerea, intesa non solo proveniente dagli aerei ma da tutto ciò che vola nella cosiddetta Terza Dimensione, cioè sopra le nostre teste, ha una multiforme varietà e utilizza tecnologie d’avanguardia in perenne trasformazione. Sopra le nostre teste, infatti, vola di tutto: dai classici aerei e elicotteri ai moderni drones e quadricotteri, dai missili balistici sempre più sofisticati con testate multiple e armamento nucleare ai tradizionali e rudimentali colpi di mortaio. Minacce, che, va da sé, non possono essere contrastate da un solo sistema d’arma e che singolarmente richiederebbero un’attenzione particolare.

Da questo si capisce il perché di una famiglia di sistemi controaerei, altamente sofisticati e complessi, che a loro volta debbono essere integrati ovvero gestibili a livello più elevato. Tale integrazione e interoperabilità deve poi essere estesa alle altre forze nazionali e internazionali. In altri termini, i differenti sistemi d’arma, per tipologia e per tecnologia, debbono parlare tra loro e a loro volta con quelli dei colleghi della NATO e delle forze multinazionali con cui potremmo trovarci ad operare. Con un inglesismo, debbono essere del tipo “plug and play”.

Vista la tipologia delle minacce, è facile intuire come l’Artiglieria Controaerei si inserisce nel quadro di una visione geopolitica e geo-strategica. Basta dare uno sguardo alla situazione internazionale e alle problematiche connesse ai missili balistici e alla deterrenza nucleare. Al riguardo, l’ultimo caso in senso temporale è la dura reazione di Israele nei confronti della Russia di Putin per aver tolto, all’indomani dell’accordo quadro sul nucleare, il divieto imposto nel 2010 dall’ONU alla vendita di 5 batterie del sistema missilistico S-300 all’Iran. Con questi potentissimi sistemi controaerei l’Iran potrà difendere i propri siti nucleari da eventuali raid aerei israeliani.

Chiari i termini del problema, occorre dare risposta a 2 domande: 1. qual’è il livello di ambizione nazionale; 2. cosa possiamo permetterci.

L’ambizione è il libro dei sogni, perciò vorremmo tutto il possibile per essere certi di garantire la sicurezza dei nostri cieli, sia alle truppe in operazioni e sia al territorio nazionale. Per fare un esempio, da quando non è più in servizio il sistema “HAWK” l’Esercito non fornisce più all’Aeronautica il contributo per la “Sicurezza dei cieli” in occasione dei Grandi Eventi. Tra brevissimo apre l’EXPO’ di Milano, speriamo che verrà impiegato il nuovo sistema SAMP/T!

La realtà invece ci dice che non possiamo impiegare e permetterci nulla o quasi. Non ci sono soldi. Vorremmo, e di fatto partecipiamo ai programmi della NATO, di cui siamo il 5° contribuente, ma continuiamo ad essere “a rimorchio”. Partecipiamo a studi, ma poi in fase di sviluppo ci ritiriamo oppure riduciamo drasticamente il numero di esemplari da acquisire vanificando, di fatto, il lavoro intrapreso e gli eventuali benefici sulle vendite a paesi terzi, le cosiddette “royalties”. L’elenco sarebbe troppo lungo. In ambito Controaerei, solo per citarne uno basta pensare al MEADS su cui tanto ha investito l’Aeronautica Militare.

Soluzioni. Quelle della politica sono le più semplici e immediate. Tagliare. Ridurre il numero delle unità e con i soldi risparmiati rientrare nel tetto stabilito dalla “spending review”. Senza considerare che le nostre Forze Armate sono in spending review permanente, sicuramente a partire dal 1975. Le cosiddette “ristrutturazioni”, sempre in termini riduttivi. A proposito, ristrutturare significa razionalizzare e migliorare, e questo non è mai a costo “zero”, come invece alcuni ritengono e professano. Anche qui basta pensare a come ci comporteremmo di fronte alla richiesta di “ristrutturare” il bagno di casa. La prima domanda sarebbe: “abbiamo soldi”, “ce lo possiamo permettere?

Le soluzioni militari dovrebbero essere, invece, più oculate e tecniche. Quale minaccia vogliamo controbattere? Quali compiti vogliamo assegnare alla Controaerei? Da queste risposte discendono numero delle unità e tipologia dei sistemi d’arma da impiegare. L’importanza di disporre di sistemi d’arma tecnologicamente avanzati, integrabili e interoperabili è stato ampiamente dimostrato dai colleghi che lavorano presso gli organi della NATO, intervenuti nel dibattito durante il convegno.

La Missile Defence è una realtà NATO a cui noi non possiamo non partecipare. Oltre a questa importante e significativa componente, non va sottaciuta la difesa delle truppe in teatro, dove l’impiego di drones e quadricotteri vari come mezzi d’offesa rende la classica “superiorità aerea” evanescente. Senza contare i colpi di mortaio che sono piovuti sugli accampamenti e che solo la dea bendata e la scarsa precisione hanno salvato nostri soldati.

L’Artiglieria Controaerei è già ridotta al minimo, mentre invece ha urgente bisogno di rinnovare il parco materiali, di introdurre nuovi sistemi d’arma più efficaci a contrastare le future minacce e, sopratutto, riprendere le esercitazioni valutative al lancio che oltre 5 anni sono sospese. La componente umana è, a giusta ragione, da tutti stata considerata la più importante, perciò è indispensabile, pena la perdita della capacità operativa, di ritornare a lanciare. I Controaerei debbono saper fare innanzitutto i controaerei e poi anche i Lagunari, i Fanti e quant’altro. Se non si fanno le attività peculiari della Specialità, la perdita della conoscenza, del know how è irreversibile. Questo limite, secondo studi statunitensi, è calcolato in 5 anni. Limite già raggiunto.

Se poi, sotto la forbice del ridimensionamento della Forza Armata, invece di intervenire su altre specialità sicuramente sovradimensionate rispetto alle reali esigenze operative, i pianificatori vorranno ridurre ancora ulteriormente le unità controaerei, allora sarà scritta la parola fine a questa fondamentale funzione operativa e l’Artiglieria Controaerei non sarà morta di vecchiaia ma per miopia ingiustificata. Ma le attività condotte in questo centenario hanno fatto intravedere un po’ speranza e le ragioni sono essenzialmente tre.

La prima è la passione e la professionalità che anima le donne e gli uomini dell’Artiglieria Controaerei che, nonostante le poche risorse disponibili, dimostrano di essere soldati straordinari, capaci anche di sviluppare concetti e “protitipi” di materiali in grado di soddisfare le necessità attuali e future.

La seconda è l’approccio dell’industria nazionale che, finalmente, é apparsa più sensibile a realizzare sistemi realmente rispondenti alle esigenze operative piuttosto che a vendere prodotti già realizzati.

La terza ragione è il Gen. C.A. Danilo Errico, Capo di Stato maggiore dell’Esercito; si tratta di uno straordinario Comandante che, quale “pilota militare” conosce bene le esigenze e i pericoli della “terza dimensione” e non è un caso che durante il suo intervento abbia sottolineato che “la Contraerei è una nicchia di eccellenza che va salvaguardata perché contribuisce alla difesa integrata dello spazio aereo Nazionale e Nato oltre a rappresentare una capacità cruciale, alla luce dei nuovi contesti internazionali”.

di Vito Di Ventura

Nota: Si dice sempre e solo Controaerei, NON contraerea, antiaerea etc…

    Print       Email

You might also like...

Cambio del Comandante del Comaca di Sabaudia

Read More →