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Iran. Adesso inizia un nuovo rapporto con il mondo

By   /   7 Aprile 2015  /   Commenti disabilitati su Iran. Adesso inizia un nuovo rapporto con il mondo

Rouhani 2Questo è in sintesi il concetto espresso dal Presidente iraniano Hassan Rouhani per il quale l’accordo quadro sul nucleare è stato solo il primo passo verso la costruzione di un nuovo rapporto con il mondo.

Secondo l’accordo, festeggiato dagli iraniani come una grande vittoria sociale, l’Iran si impegna a ridurre le proprie centrifughe da circa 20 mila a 6.104, ad arricchire l’uranio fino al 3,67 % per almeno 15 anni, a tagliare le riserve di uranio accumulato da circa 10 mila kg a 300 kg per 15 anni e infine che le attività nucleari rimarranno esclusivamente a scopo pacifico.

Per l’Iran significa soprattutto la fine delle sanzioni che hanno tagliato di oltre la metà negli ultimi 3 anni le esportazioni di petrolio, fonte principale della sua economia.

Anche il Presidente Statunitense Barack Obama ha salutato l’accordo definendolo una “comprensione storica”, pur se adesso dovrà superare il durissimo scoglio del Congresso e del Senato dove i Repubblicani si sono schierati a favore di Israele che com’è noto continua a criticare duramente quest’accordo quadro, ritenendolo un passo contro la sua sicurezza.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha infatti dichiarato che potrebbe portare alla proliferazione nucleare, alla guerra e anche alla distruzione del suo paese. Secondo il leader israeliano è indispensabile che nell’accordo finale, che dovrà essere firmato entro il prossimo 30 giugno, l’Iran accetti di riconoscere il diritto di Israele ad esistere.

L’accordo sul nucleare segna un primo significativo passo verso il riavvicinamento tra Washington e Teheran dopo la rivoluzione iraniana del 1979, e potrebbe potenzialmente porre fine a decenni di isolamento internazionale, con vaste conseguenze politiche in Medio Oriente. Questo non significa che tra Washington e Teheran sia scoppiata la pace. o che siano cancellati decenni di ostilità tra “il Grande Satana” e l’ “asse del male”.

Resta da vedere come si comporterà l’Arabia Saudita, principale nemico dell’Iran nella regione, che finora è stata cauta, sostenendo, almeno in pubblico, l’accordo. In realtà i sauditi e gli altri stati arabi sunniti sono preoccupati che l’accordo possa avvantaggiare l’Iran, prima potenza sciita e rivale pericoloso che potrebbe espandere la propria influenza in Iraq, Siria, Yemen e altrove. Per questo, la colazione con a capo l’Arabia Saudita sta conducendo una campagna di bombardamenti aerei contro gli alleati iraniani in Yemen.

di Vito Di Ventura

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