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Nazionale: gli oriundi sono il male minore, a questa Italia manca altro

By   /   28 Marzo 2015  /   Commenti disabilitati su Nazionale: gli oriundi sono il male minore, a questa Italia manca altro

Collage Italia oriundiNel nostro Belpaese, più che in altri, la polemica è il sale del calcio, un ingrediente fondamentale per rendere ancor più appetibile il piatto italico per antonomasia. Quando poi a dover scendere in campo è La Nazionale tutti – quei pochi che dicono di guardarla e quei molti disaffezionati che però non si perdono un minuto – indossano la parannanza da c.t. ed iniziano ad impastare giudizi più o meno ‘piccanti’ sull’operato del Master Chef designato dalla Federazione: in questo caso il massaio Conte Antonio da Lecce.

ORIUNDI SI, ORIUNDI NO – Tutto ha avuto inizio con le dichiarazioni secche e piccate di Roberto Mancini. Probabilmente ancora ferito dal destro di Eder in Sampdoria-Inter, il Mancio sentenzia: “La Nazionale deve essere italiana, no agli oriundi!”. Il riferimento chiaro è alle scelte di Conte, il quale ha deciso di convocare proprio il giustiziere nerazzurro Eder ed il fantasista palermitano Vazquez: “In questo momento rappresentano l’eccellenza del campionato” – ha tenuto a precisare immediatamente Conte – il c.t. ha poi aggiunto: “quando scende in campo la Nazionale la polemica è sempre dietro l’angolo, li avrei testati volentieri negli stage richiesti (benzina sul fuoco), non mi è stata data questa opportunità, perciò li valuterò in questi giorni”. Sugli oriundi in Azzurro, in questi giorni, sono stati spesi fiumi di parole; noi ci limitiamo a far parlare i numeri: prima delle ultime convocazioni sono stati 42 gli oriundi convocati nella nazionale maggiore; con loro in campo abbiamo vinto tre mondiali su quattro; il picco di oriundi in rosa è stato raggiunto nella stagione ‘33/’34 quando su 22 calciatori 7 risultavano nati lontano dalla Penisola; dal 13101963 (Sormani) al 12/02/2003 (Camoranesi) nessun oriundo ha più giocato per l’Italia.

SPAZI DI MANOVRA RISTRETTI – Detto ciò, spostiamo la lente di ingrandimento su un’altra questione, ed anche qui ci faremo guidare dalle cifre. In questa stagione la percentuale di stranieri in campo, nel nostro campionato, è salita al 54%. Nel 2006, ai tempi della corazzata di Lippi la percentuale non superava il 36%. E poi, nell’ultimo quinquennio la Serie A è la lega – tra le 5 migliori in Europa – ad avere avuto l’incremento più alto di atleti stranieri (+12,4%). In chiusura segnaliamo i dati provenienti dal vivaio: qui ci attestiamo come ‘fanalino di coda’ con appena il 9,6% di giovani talenti lanciati in prima squadra, contro una media europea del 17,2%; primeggia in questa speciale classifica la Spagna, dalle cantere, infatti, arrivano ben il 22,4% dei calciatori delle squadre iberiche (guarda caso le più vincenti ultimamente a livello sia di club che di nazionali). Unica eccellenza italiana – 9° nella top ten dei team che fanno esordire più giovani prodotti del vivaio – è l’Atalanta.

ECCELLENZE – Il polverone alzato intorno alle scelte di Conte rischia di far perdere di vista un’ulteriore questione che riguarda il gruppo azzurro. L’eccellenza del nostro campionato, al momento, è rappresentata da calciatori di fascia media come Eder e Vazquez, i quali in carriera non hanno sommato 1’ in campo internazionale. Come dar torto al c.t. nonostante tutto: con 6 assist (oltre a 7 gol) El Mudo di madre veneta è secondo solo a Candreva in questa annata. I 9 gol stagionale mettono invece Eder sul gradino più basso del podio dei bomber convocabili, dopo Gabbiadini e Quagliarella a quota 10 (fuori graduatoria per limiti di età Toni e Di Natale, e per loro scelta gli altri due oriundi Icardi e Dybala). Il tempo e le prestazioni diranno se questi over 25 diventeranno campioni ‘di secondo pelo’, la realtà è che i soli assenti De Rossi e Pirlo tolgono all’Italia 213 presenze e ben 29 reti, una fetta troppo grande se a questa sommiamo i forfait dell’ultima ora: Marchisio, Florenzi e Pasqual. Con tanti dubbi e una manciata di certezze ci apprestiamo ad affrontare dunque la trasferta ufficiale in Bulgaria – dove non abbiamo mai vinto – e la mai banale sfida agli inglesi, resa ancor più interessante dal ritorno di Conte allo Juventus Stadium.

CURIOSITA’ – In occasione delle qualificazioni al Mondiale brasiliano una doppietta di Pablo Daniel Osvaldo (da Lanùs) consentì a Prandelli di uscire indenne da Sofia; mentre De Rossi, Marchisio e Balotelli – tutti assenti – sono stati gli ultimi marcatori azzurri nelle precedenti due sfide ai Leoni di Sua Maestà.

di Davide Iovene

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