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Iraq. Prosegue la battaglia per conquistare Tikrit

By   /   4 Marzo 2015  /   Commenti disabilitati su Iraq. Prosegue la battaglia per conquistare Tikrit

TikritSciiti, Sunniti e consulenti iraniani, insieme alla truppe regolari irachene combattono per il secondo giorno consecutivo una dura battaglia per riconquistare Tikrit, la città natale di Saddam Hussein, in mano ai combattenti dello Stato Islamico.

L’area è stata completamente minata. Secondo quanto riferito da Salahuddin, il vice governatore, su 8 chilometri di strada per raggiungere la città sul fiume Tigri sono state piazzate almeno 100 mine e bombe varie.

Per indebolire e ritardare l’avanzata delle forze irachene, oltre alle succitate mine e bombe, i militanti islamici ricorrono anche ai martiri suicidi, largamente impiegati anche per la campagna ai confini con la Siria e per la conquista di Kobani. Un suicida, Abu Dawoud al-Amriki, ha condotto un attacco nei pressi di Samarra, mentre un altro si è lanciato con un veicolo militare contro un checkpoint a sud di Tikrit uccidendo 4 soldati e ferendone altri 12.

Sul campo sono schierati circa 25 mila soldati iracheni, a cui sono da aggiungere i combattenti iraniani delle Guardie Rivoluzionarie Quds Force, guidati dal Generale Ghasem Soleimani. Al momento, si combatte alla porte di al-Dour, a sud di Tikrit, mentre continuano i bombardamenti sulla città.

Il Generale Saad Maan Ibrahim, un portavoce del Ministero dell’Interno, ha detto che la città di Tikrit è assediata da nord, occidente e sud e che gli artificieri hanno disinnescato moltissime bombe e autobombe.

Riconquistare Tikrit, che si trova a circa 130 chilometri a nord di Bagdad, significa garantire un linea di comunicazione importantissima per rifornire le truppe durante le operazioni per la riconquista di Mosul, che dovrebbero iniziare in primavera.

Mentre infuria la battaglia per Tikrit, l’Iraq resta divisa tra la minoranza Sunnita e la maggioranza Sciita. Dopo la caduta di Saddam Hussein, i Sunniti sono stati emarginati ed esclusi dal governo e questo ha provocato gravi tensioni che nel 2006 sfociarono nelle violenze inter-etniche. I militanti dello Stato Islamico hanno fatto leva su questi risentimenti per avere l’appoggio e reclutare i Sunniti, i lealisti del partito Baath di Saddam, anche se il Primo Ministro Haider al-Abadi, sciita, ha offerto l’amnistia per coloro, che abbandoneranno IS.

di Vito Di Ventura

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