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Arte e vita della Marchesa Casati

By   /   10 Febbraio 2015  /   Commenti disabilitati su Arte e vita della Marchesa Casati

Foto Divina Marchesa

C’è un personaggio eccentrico ed affascinante allo stesso tempo che risulta legato in modo indissolubile alla storia dell’arte del XX secolo. Ci riferiamo a Luisa Casati Stampa (1881-1957), la mitica marchesa che seppe affascinare Gabriele D’Annunzio.

Luisa Casati fu celebre per le sue follie e stravaganze al punto da divenire la musa dei più grandi artisti del suo tempo: da Boldini a Bakst, da Marinetti a Balla, da Man Ray ad Alberto Martini, da van Dongen fino a Romain e Brooks.

Per celebrarne i fasti a quasi sessanta anni dalla morte, Palazzo Fortuny di Venezia ha allestito la prima mostra interamente dedicata alla ricchissima ereditiera milanese, dal titolo “La Divina Marchesa. Arti e vita di Luisa Casati dalla Belle Époque agli Anni folli“.

L’evento, ideato da Daniela Ferretti e curato da Fabio Benzi e Gioia Mori, sarà fruibile fino al prossimo 8 marzo. Mai location fu più opportuna, in quanto Luisa Casati amò moltissimo Venezia ed in particolare proprio Palazzo Fortuny, sede dell’esposizione.

Luisa Casati fa quindi ritorno nella città lagunare che la vide protagonista con il suo trucco decisamente esagerato e le sue stravaganti esibizioni condotte sempre all’insegna di un’esistenza vissuta ad di sopra delle righe. La Casati divenne famosa per aver trasformato se stessa in una sorta di opera d’arte, risultando una vera e propria testimonial della modernità e dell’avanguardia.

La mostra ci racconta la vita della Marchesa attraverso oltre un centinaio di dipinti, sculture, gioielli, abiti e fotografie legate a questo straordinario personaggio. In particolare sono ammirabili le opere d’arte degli artisti che furono più legati a Luisa Casati.

Spazio quindi nei tre piani di Palazzo Fortuny ai capolavori di artisti come Alberto Martini, Balla, Kees van Dongen, Boccioni, Beaton, Zuloaga e Man Ray, per un percorso espositivo che pone la Casati anche in una dimensione più concreta di amante dell’arte, collezionista a mecenate.

Ma è il caso di spendere ancora qualche parola su questa donna sui generis, una dark lady che dilapidò autentiche fortune in travestimenti e feste spettacolari al punto da morire in stato di assoluta indigenza. Fu peraltro l’unica donna che D’Annunzio stimò veramente nella cerchia delle sue amanti, al punto che il Vate la citò in numerose sue opere.

Celebri le relazioni sentimentali della marchesa. Oltre al citato legame duraturo con D’Annunzio, che conobbe durante una battuta di caccia, è da ricordare la relazione con l’artista Filippo Tommaso Marinetti.

Famosi altresì i vezzi della Casati: con l’uso di droghe amava dilatare i propri occhi fino a trasformarli in fanali e adorava anche portare serpenti vivi al collo o fare shopping con un piccolo coccodrillo al guinzaglio e un paio di scimmiette sulle spalle.

Tra i singoli capolavori presenti in rassegna dedicati all’eccentrica marchesa o da quest’ultima direttamente commissionati, ricordiamo “La Marchesa Casati” (1922) di Man Ray, “Ritratto della marchesa Casati” di Boldini, “Linee di forza di paesaggio maiolicato” di Balla, i gioielli di Cartier a lei ispirati fino ai ritratti di Alberto Martini.

Molte anche le fotografie che ritraggono Luisa Casati, scatti realizzati tra gli altri da Adolphe Gayne de Meyer, Mariano Fortuny e Cecil Beaton.

Giusto infine il tributo di Venezia a questa donna che fu “un’opera d’arte vivente” e che nel corso della sua vita particolarissima giunse perfino ad affittare per una notte l’intera piazza San Marco trasformandola nel teatro di una delle sue mitiche feste che fecero epoca all’inizio del Novecento.

di Aurora Portesio

La Divina Marchesa. Arte e vita di Luisa Casati dalla Belle Époque agli Anni folli
ideata da Daniela Ferretti e curata da Fabio Benzi e Gioia Mori
dal 4 ottobre 2014 all’8 marzo 2015
Palazzo Fortuny, Campo San Boneto 3958, Venezia
orari: tutti i giorni escluso il martedì, ore 10-18

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