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Intervista a Sergio Algozzino

By   /   5 Febbraio 2015  /   Commenti disabilitati su Intervista a Sergio Algozzino

SergioAlgozzino-okDurante Lucca Comics & Games ho avuto il piacere di farmi una chiacchierata con Sergio Algozzino, autore del volume “Memorie a 8 Bit” per la casa editrice Tunué.

Sergio, parlaci di “Memorie a 8 Bit” questo fumetto “revival” degli anni ’80 Fumetto revival, che però in realtà non è fine a se stesso, non è un elenco di oggetti di quell’epoca. Gli oggetti servono a ricreare sensazioni, ricordi, luoghi che sono descritte e condivisibili con chi ha vissuto in quegli anni. Ma anche a chi non ha vissuto gli anni 80 e che magari si ritrova nelle sensazioni narrate senza essere nato negli anni 80.

 

Tu hai fatto una ricerca emozionale degli oggetti rappresentativi di un’epoca. La mitizzazione di un oggetto non tanto per il valore “reale” ma per quello che rappresenta. Nesquik, Sprint ed altri oggetti non valgono nulla dal punto di vista economico, ma per me valgono! Valgono perché mi riportano alla mente emozioni, sensazioni. Ovviamente anche al lettore porteranno alla mente ricordi e quant’altro.

 

Il fumetto come si inserisce in questo parallelo tra oggetti, esperienze, ricordi e quant’altro? Nel libro si parla anche di fumetto. È un fumetto che parla di fumetto. Si parla delle prime fumetterie di Palermo. Dei miei primi fumetti. È un discorso magari nostalgico, ma se piace ricordare vanno viste come un passato, un vissuto. Ovviamente il primo pensiero è che come si sente spesso “si stava meglio prima”. Non è così! Certamente ci sono cose che prima andavano meglio, ma ce ne sono altrettante che sono migliori adesso.

 

Nel ricordare le cose si vede sempre la parte “buona” i pregi, mai i lati negativi. Spesso il ricordo è offuscato dalle sensazioni. Un ottimo esempio è il Commodore 64; io sono legatissimo al Commodore, ma non posso dire che era il meglio, con le cassette, i dischetti…non è paragonabile! É paragonabile emotivamente, magari mi suscita più emozioni un Ghost & Goblins del Commodore che non un gioco della PS3. Poi andando avanti con gli anni si cambia percezione, io ad esempio sono già un nostalgico della prima Playstation. Tu sei anche un collezionista di oggetti vintage? Un collezionista atipico. Chi vede quando compro questi oggetti si stupisce che io non badi allo stato degli oggetti. Le mie collezioni sono spesso di oggetti “comuni”. Ad esempio un dentifricio dei Puffi del 1984. MI piace raccogliere gli oggetti quotidiani che normalmente non si collezionerebbero.

 

memorie8Sergio. Tre giocattolioggetti degli anni 80 Commodor, Sprint ed Exogini! Gli Exogini sono l’esempio lampante di come all’epoca ci facevamo far influenzare senza troppi problemi dalle pubblicità. Venivano venduti come i misteriosi alieni venuti dallo spazio ma in realtà erano delle statuine basate su di un Manga semi-sconosciuto dell’epoca. Anche le famose battaglie delle console dell’epoca tra Nintendo e Sega! Chi sapeva cosa erano i BIT? L’unica cosa certa era che 16 erano meglio di 8. Sergio ti faccio una domanda “Trash”. Ti ricordi chi era l’uomo immagine del lancio del Mega Drive in Italia? Jerry Calà! In effetto era un delirio! Ma ancora peggio erano le pubblicità USA! Loro addirittura facevano le comparazioni tra rivali. “Ragazzi lo vedete questo? Occhio, noi abbiamo quest’altro!” Da una parte Mario e dall’altra Sonic!

 

Il tuo è un libro adattissimo ai 30enni di oggi. Ma è anche un libro che può appassionare i ragazzi di oggi. Si, mi fa sempre piacere vedere giovani lettori che non fanno parte della nostra generazione. Ovvio le emozioni più forti sono quelle di chi ha vissuto quell’epoca. Ricordi come le pubblicità dei Transformers o dei G.I. Joe su Topolino o le sigle dei cartoni animati.

 

Grazie per la bella intervista Sergio

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