Loading...
You are here:  Home  >  Cultura  >  Cinema  >  Current Article

The imitation game, in sala si trattiene il respiro con Turing

By   /   28 Gennaio 2015  /   Commenti disabilitati su The imitation game, in sala si trattiene il respiro con Turing

Ha cambiato il mondo, eppure fino a poco tempo fa nessuno conosceva il suo nome. La vita di Alan Turing è stato un continuo caleidoscopio di segreti: prima il lavoro presso l’esercito americano, legato dal segreto militare, l’omosessualità nascosta, la pena a cui venne condannato negli anni Cinquanta. Eppure è proprio grazie a Turing e ai suoi studi se oggi esistono i computer, che hanno rivoluzionato il mondo moderno. Nel film candidato all’Oscar The Imitation Game il regista Morten Tyldum cerca di svelare i segreti del brillante matematico, cimentandosi in un biopic non particolarmente innovativo ma molto raffinato dal punto di vista narrativo.

Benedict Cumberbatch, in un’ottima interpretazione, è Alan Turing, ricercatore universitario con la passione per l’enigmistica e la crittografia. Un giorno, l’uomo si trova a sostenere un particolare colloquio di lavoro con il comandante Denniston: l’impiego sarà al servizio delle forze militari inglesi, appena entrate nella seconda guerra mondiale contro la Germania, per decifrare il difficilissimo codice segreto di Enigma, la macchina utilizzata dai tedeschi per comunicare messaggi militari. Turing, dapprima odiato da tutti, viene poi messo a capo del team di giovani cervelloni che lavorano per decrittografare Enigma. Dopo aver fatto entrare nel team Joan (Keira Knightley), ragazza intelligente e determinata, Turing comprende che solo un’altra macchina potrà raggiungere le performance necessarie per trovare la chiave del codice. Agli eventi degli anni Quaranta si sovrappongono su piani temporali sfasati le esperienze di Alan da ragazzo, alle prese con la scoperta della propria omosessualità e con l’amore per il compagno Christopher, e gli avvenimenti successivi, quando la polizia è ormai sulle tracce di Turing per scoprire il suo «segreto».

The Imitation Game è una pellicola che funziona da tutti i punti di vista: avvincente, non scontata, può contare sull’ausilio di un ottimo cast e di una buona sceneggiatura. L’empatia con il pubblico è grande: nelle scene clou del film si trattiene il fiato. Ci è voluta la grazia postuma per il reato di omosessualità, concessa nel 2013, ma finalmente la storia di Alan Turing sta cominciando a diffondersi: e pensare che senza i suoi studi la realtà che oggi si conosce sarebbe fondamentalmente diversa. Non si può dire, tuttavia, che la strada di The Imitation Game verso l’ambito Oscar sia spianata: il film dovrà infatti combattere aspramente con gli altri candidati e in particolare con La teoria del tutto, film dedicato a un altro celeberrimo scienziato, Stephen Hawking.

di Chiara Gagliardi

    Print       Email

You might also like...

Mostra del cinema di Venezia: al via il 2 di settembre

Read More →