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Modigliani. A Pisa l’artista maledetto

By   /   26 Gennaio 2015  /   Commenti disabilitati su Modigliani. A Pisa l’artista maledetto

Foto Modigliani Pisa

Amedeo Modigliani (1884-1920) ebbe una carriera artistica molto breve e caratterizzata da modesti successi in vita. Oggi è peraltro celebrato come uno dei principali protagonisti dell’arte moderna e da tutti ricordato come il grande “Modì“.

Originario di Livorno, arrivò alla pittura solo dopo variegate esperienze in campo filosofico e letterario e dopo aver coltivato anche il misticismo ebraico. Egli fu in realtà un vero “artista maledetto” in quanto la sua salute sempre cagionevole lo costrinse ad una vita disagiata.

Per celebrare la sua arte e farci conoscere più da vicino l’uomo e l’artista è stata allestita al Palazzo Blu di Pisa la mostra “Amedeo Modigliani et ses amis” che intende focalizzare in particolare la produzione del maestro nel contesto della cosiddetta Scuola di Parigi, che si rifà ad un gruppo di artisti operanti nella capitale transalpina all’inizio del Novecento.

La rassegna, fruibile fino al 15 febbraio, grazie alla curatela di Michel Bouhours presenta un compendio di circa settanta capolavori di Modì appartenenti alla collezione del Centre Pompidou di Parigi, posti a dialogare con altri 40 preziosi lavori a firma di suoi celebri contemporanei, prestati da vari musei e collezionisti privati.

Modigliani viene ricordato come un soggetto dal carattere difficile e dedito al vizio dell’alcool. Egli venne a contatto nella Parigi del primo Novecento con vari movimenti artistici, tra cui il cubismo e il futurismo, senza peraltro aderire in modo specifico a nessuna corrente, dando vita per contro in campo artistico ad un proprio stile pittorico.

Le figure che connotano il celebre “stile Modigliani” risultano moderne e caratterizzate da teste dalle forme allungate e dagli interminabili colli.

A seguito del suo arrivo a Parigi nel 1906 Modigliani cominciò a frequentare molti artisti e si stabilì a Montmartre dedicandosi in particolare alla ritrattistica. Per capire la sua vocazione per il ritratto è utile ricorrere alle sue parole: «Per lavorare ho bisogno di un essere vivente, vedermelo davanti. L’astrazione arida e muta è un vicolo cieco».

Modì ebbe a ritrarre in quel periodo anche molti suoi colleghi artisti tra cui Kisling, Rivera e Picasso, con tele incentrate sulla figura del soggetto rappresentato, senza dare importanza e risalto al contesto di sfondo.

Sono proprio i suoi amici della cerchia parigina ad essere co-protagonisti di questa rassegna in terra toscana. Le opere di Modigliani vengono infatti poste a confronto con quelle dei suoi “Amici” della Ville Lumière che, unitamente a lui, resero vitale il panorama artistico del primo Novecento parigino.

Ecco dunque che il pubblico può ammirare, tra gli altri, capolavori di Picasso, Chagall, Léger, Utrillo, Soutine, Brâncuşi e Severini.

La rassegna pisana, oltre alla nota abilità pittorica di Modigliani, mette in risalto altre due peculiarità della sua produzione. La prima è l’attività di scultore favorita anche dall’amicizia con l’artista rumeno Constantin Brâncuşi.

La seconda peculiarità di Modiglaini è la sua costante passione per il disegno, coltivata fin da giovane. Egli era uso disegnare di getto e in modo definitivo, senza ricorrere quindi ai ritocchi.

Per completare la panoramica su Amedeo Modigliani, a Pisa è visitabile una concomitante mostra dal titolo “Falsi Modigliani” che propone alcuni celebri falsi erroneamente in passato attribuiti al maestro livornese.

di Aurora Portesio

Amedeo Modigliani et ses amis
a cura di Jean Michel Bouhours
dal 3 ottobre 2014 al 15 febbraio 2015
Palazzo d’arte e cultura Fondazione Palazzo Blu, Lungomare Gambacorti 9, Pisa
orari: da lunedì a venerdì ore 10-19; sabato e domenica ore 10-20

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