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Escher l’intellettuale

By   /   20 Gennaio 2015  /   Commenti disabilitati su Escher l’intellettuale

Foto Escher

Si intitola “Escher” la mostra allestita a Roma al Chiostro del Bramante. Un titolo semplice per l’esposizione di un maestro la cui arte può dirsi complessa dato che sconfina dalla geometria alla cristallografia esaltando giochi intellettuali.

Maurits Cornelis Escher (1898-1972) è stato un grande artista olandese, eccellente disegnatore ed uno dei più noti grafici al mondo. Le sue opere risultano inconfondibili ed esplorano il mondo della matematica e dello spazio lavorando sul concetto di piano e prospettiva.

Non per nulla Escher è l’artista più amato dai matematici piuttosto che dai filosofi, ma nel contempo sa esercitare un indiscutibile fascino anche su un vasto pubblico costituito da giovani che riescono ad apprezzare la sua mente divisa tra scienza e misticismo.

Escher è stato un grande viaggiatore e un attento osservatore di ciò che via via lo circondava. La sua cifra parte da qui. Il suo sguardo è strettamente legato all’occhio attraverso il quale è riuscito a cogliere i misteri del creato. In questo senso è indicativa la sua celebre litografia del bulbo dell’occhio ingrandito fino all’eccesso.

Citando le sue parole: “Sono andato nei boschi di Baarn, ho attraversato un ponticello e davanti a me avevo questa scena. Dovevo assolutamente crearne un quadro”, si comprende come il maestro amasse partire dall’osservazione del paesaggio, molto spesso italiano e poi olandese, per dare vita ai suoi capolavori.

Le sue opere risultano uniche, originali e contemplano la compenetrazione di mondi simultanei, nonché spesso un susseguirsi di passaggi tra elementi tridimensionali e bidimensionali. Oggetto del suo attento sguardo sono state anche le piccole cose presenti in natura, dagli scarabei ai cristalli.

La rassegna romana comprende 150 opere del maestro facenti parte della sua vasta ed eterogenea produzione. Il curatore Marco Bussagli ha inteso nella circostanza evidenziare il percorso che ha permesso ad Escher di impossessarsi di una visione particolare del creato in cui sanno convivere diversi tipi di realtà peraltro sapientemente armonizzate.

Escher amava partire da se stesso per percorrere viaggi fuori da sé. Una tappa fondamentale della sua carriera artistica è legata alla sua lunga permanenza a Roma dal 1923 al 1935, periodo che l’artista olandese ebbe a definire come “gli anni migliori della mia vita”.

Di questa esperienza nella città eterna il pubblico può ammirare opere come “Il Colosseo“, “Colonnato di San Pietro“, “La Basilica di Costantino” e, più in particolare, un suo noto capolavoro “Mano con sfera riflettente” concepito in Via Poerio, sua residenza romana.

Presenti in rassegna opere altamente significative come “Giorno e notte“, “Altro mondo II“, “Casa di scale” ed altri importanti lavori grazie alla fattiva collaborazione instaurata con la Fondazione Escher e grazie anche ai prestiti ottenuti dalla Collezione di Federico Giudiceandrea.

Completano il percorso espositivo di questa antologica (visitabile fino al 22 febbraio) anche opere di altri artisti poste al confronto con i lavori di Escher, tra cui esemplari firmati da Marcel Duchamp, Giacomo Balla, Luca Maria Patella e Giorgio de Chirico.

Un poliedrico intellettuale alla portata di tutti quindi quello proposto nella splendida cornice del Chiostro del Bramante fresco di restauro, con la presenza di postazioni interattive e autoguide in grado di aiutare il pubblico a conoscere da vicino questo vero mago dell’iper suggestione del disegno.

di Aurora Portesio

Escher
a cura di Marco Bussagli
dal 20 settembre 2014 al 22 febbraio 2015
Chiostro del Bramante, Via Arco della Pace 5, Roma
orari: tutti i giorni ore 10-20; sabato e domenica ore 10-21

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