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Arabia Saudita: rinviate le frustate a Raif Badawi, proteste per la sua liberazione

By   /   18 Gennaio 2015  /   Commenti disabilitati su Arabia Saudita: rinviate le frustate a Raif Badawi, proteste per la sua liberazione

RaifL’Arabia Saudita ha posticipato la fustigazione dell’attivista e blogger Raif Badawi per motivi di salute. Il medico che lo ha visitato nella clinica del carcere ha verificato che le lacerazioni causate dalle 50 frustate inferte il 9 gennaio non si sono ancora cicatrizzate. Sarebbe stato impossibile per il blogger sopportarne un’ulteriore serie.

La notizia viene riferita da Amnesty International che ha denunciato come il rinvio delle frustate mostri la “profonda brutalità di questa punizione”.
Le frustate sono proibite dal diritto internazionale insieme ad altre forme di pena corporale. La punizione di Badawi pare per il momento sospesa ma non c’è modo di sapere se le autorità saudite accetteranno la raccomandazione del medico. Badawi corre ancora il rischio di essere frustato” ha dichiarato Said Boumedouha, vicedirettore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

Raif Badawi è detenuto nel carcere di Briman, a Jeddah, dal 17 giugno 2012. Il primo settembre 2014, la Corte d’appello ha confermato la condanna di Raif Badawi a 10 anni di prigione, 1000 frustate e una multa di 1.000.000 di rial sauditi (circa 196.000 euro), per aver creato e amministrato il sito Saudi Arabian Liberals e aver insultato l’Islam.

Secondo il provvedimento definitivo, Raif Badawi riceverà non più di 50 frustate per sessione, con una pausa di non meno di una settimana tra le sessioni. Raif Badawi è stato inizialmente accusato di “apostasia”, un reato punito con la pena di morte in Arabia Saudita.

Tutto ciò ha sollevato le critiche di numerose organizzazioni internazionali che richiedono il rilascio di Raif Badawi. La comunità internazionale sta mostrando sempre più preoccupazione per il destino di Badawi. Dopo le dichiarazioni da parte degli Stati Uniti, delll’Unione europea e dell Canada (dove la famiglia di Badawi ha trovato rifugio), le Nazioni Unite hanno chiesto alle autorità saudite di fermare la fustigazione.

Numerose le inziative a favore di Raif Badawi. Dopo il lancio di una petizione per il rilascio di Badawi che è stata firmata da più di 30.000 persone, Reporters sans frontières insieme ad Amnesty International Francia ha protestato fuori della ambasciata saudita a Parigi.

Amnesty International Italia ha promosso un appello online e ogni giovedì manifesterà di fronte all’Ambasciata dell’Arabia Saudita a Roma per chiedere la fine delle frustate e la liberazione di Badawi, che l’organizzazione per i diritti umani considera un prigioniero di coscienza.

 

di Elisa Cassinelli

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