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Il Signore delle Mosche

By   /   13 Gennaio 2015  /   Commenti disabilitati su Il Signore delle Mosche

il-signore-delle-mosche2Qualche tempo fa mi è tornato in mente un film che avevo visto da bambina tratto dal romanzo di William Golding Il Signore delle Mosche. Il film a cui mi riferisco è quello del 1963 girato in bianco e nero. Stranamente dopo poco tempo ho trovato su una bancarella proprio il romanzo di Golding e lo ho comprato. Sinceramente il film mi aveva lasciato dei ricordi particolari lo ricordo disturbante, violento ed intriso di una serpeggiante e costante cattiveria.

Dopo alcuni anni ho letto anche il romanzo e devo dire che mi  ha conquistato. Lo trovavo ancora più disturbante e forte del film e ho trovato l’argomento trattato così potente d’averne serbato un ricordo indelebile. Quindi ho deciso di rileggerlo a distanza di alcuni decenni per capire se le sensazioni che mi aveva trasmesso all’epoca sarebbero state ancora le stesse o se con il trascorrere del tempo sarebbero mutate. Il Signore delle Mosche è stato scritto nel 1952, pubblicato nel 1954 e ha avuto un successo straordinario. In Italia, stranamente, non ha ottenuto lo stesso riscontro di critica e di pubblico. Inoltre William Golding nel 1983 ha ricevuto il Premio Nobel per la letteratura, pertanto, il fatto che sia un autore poco conosciuto risulta ancora più sconcertante.

Il romanzo narra le vicende di un gruppo di ragazzi che durante una guerra vengono allontanati da una zona pericolosa ma mentre viaggiano si trovano coinvolti in un terribile incidente aereo. Da qui parte la loro avventura su un isola che sembra essere deserta. Sono soli e senza adulti. Finalmente si sentono liberi, indipendenti ed euforici. Ma queste sensazioni iniziali saranno presto superate dalla necessità di organizzarsi per sopravvivere. Il comportamento dei protagonisti muterà rapidamente per questo bambini e ragazzi (sono tutti in età preadolescenziale) si troveranno ad affrontare la lotta per la vita. Da qui inizierà un progressivo cambiamento dei protagonisti che si trasformeranno in persone aggressive, dispotiche, violente e prive di rimorso. Da giovani appartenenti alla borghesia anglosassone si tramuteranno in barbari capaci di compiere atti atroci. Un libro che infrange molte delle credenze degli adulti sui bambini e che negli anni cinquanta ha avuto un impatto notevole. I protagonisti non vengono descritti come innocenti e buoni ma come persone capaci di compier gli stessi atti violenti che compiono anche gli adulti.

Cosa dire un libro che andava sicuramente controcorrente e che ha infranto molti degli stereotipi dell’epoca su i ragazzi e il loro comportamento in gruppo. Se si pensa alla cronaca e ai cambiamenti sociali degli ultimi decenni si può definire quasi un romanzo profetico. La sensazione che mi ha lasciato è sempre disturbante ma letto in età adulta è ancora più intenso e d’impatto. Sicuramente non mi ha delusa anzi è stata una riscoperta eccellente. Sinceramente il fatto che venga considerato, ancora oggi, un romanzo per ragazzi mi fa sorridere e contemporaneamente mi lascia sconcertata. Si tratta di un romanzo che affronta il tema del male, della violenza, dell’emarginazione, della responsabilità e della crudeltà. Golding rappresenta l’essere umano come radicalmente corrotto dal male e privo di scrupoli sin dalla tenera età.

Un romanzo da leggere e su cui riflettere. Vi lascerà sicuramente esterrefatti! Sarete travolti dall’inquietudine.

 

William Golding, Il Signore delle Mosche, 1954

 

Di Laura Ester Ruffino

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