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La Matita di Charlie

By   /   8 Gennaio 2015  /   Commenti disabilitati su La Matita di Charlie

charlie1Ieri a Parigi si è vissuta una giornata di terrore, sgomento e tanta tristezza. Gli attentatori hanno colpito la redazione di Charlie Hebdo, uccidendo 12 persone, ma il loro obbiettivo è molto più ambizioso; terrorizzare e azzittire chi fa satira o semplicemente chi non teme di esprimere la propria opinione. La libertà di espressione, di fare satira, di comunicare le proprie idee non può essere “abbandonata”, ceduta, come reazione ad un atto violento e vigliacco.

Molti si domandano se fosse il caso di fare una satira così feroce e se ne sia valsa la pena, viste le conseguenze drammatiche di ieri. Io rispondo all’interrogativo con un’altra domanda: Che valore avrebbe fare una satira “moderata”?

Nessuna! La satira deve essere scomoda, deve toccare i nervi scoperti della società, dei politici e anche delle religioni. Un aspetto che ha sempre caratterizzato Charlie Hebdo è la sua totale mancanza di “rispetto” e di deferenza verso ogni forma di fede religiosa o schieramento politico. charlie2La ferma volontà di “provocare” tramite la satira, l’ironia, portò già Charlie Hebdo al centro del mirino degli islamisti radicali dopo la pubblicazione delle celebri “vignette danesi”. All’epoca la sede del giornale venne distrutta da un incendio doloso. La satira porta a ragionare e la ragione libera le menti, le persone quando sono libere hanno tutto. Ieri hanno cercato di toglierci la libertà. Peggio, hanno tentato di farci temere la libertà! Tra le vittime della redazione il direttore del giornale Stephan Charbonnier, detto Charb, e alcuni tra i più importanti vignettisti europei: Cabu, Tignous, Philippe Honore’ e Georges Wolinski.

 

Il modo migliore per ricordare questi artisti è avere coraggio, il coraggio di scrivere, disegnare, il coraggio di non essere intimiditi dalla violenza e dalla coercizione e di proseguire il percorso tracciato da Charlie Hebdo.

 
Di Ruffino Renato Umberto

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