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Nel letto del Sand Creek, l’anniversario del massacro

By   /   30 Novembre 2014  /   Commenti disabilitati su Nel letto del Sand Creek, l’anniversario del massacro

Fabrizio de André«Quando il sole alzò la testa fra le spalle della notte c’erano solo cani e fumo e tende capovolte» così Fabrizio de Andrè, nel 1981, descriveva la battaglia di Sand Creek, trasformatasi in un massacro per gli indiani d’America. Proprio in questi giorni ricorre il 150mo anniversario del combattimento fra Cheyenne, Arapaho e statunitensi: il 29 novembre 1864 vide quasi duecento morti tra le tribù dei nativi.

L’accampamento degli indiani, situato nell’ansa del fiume Big Sandy Creek nel Colorado, era stato attaccato dalle truppe del colonnello John Chivington nelle prime ore dell’alba: come riportato dai fratelli Bent, coloni commercianti e sposati con donne indiane, in visita al campo, i soldati americani erano piombati sull’insediamento uccidendo anche donne e bambini. George Bent narra anche alcuni macabri particolari su come le truppe avessero fatto a pezzi i morti e avessero esposto parti del corpo come trofei.

Le conseguenze dell’attacco non si fecero attendere: gli indiani diedero inizio a rappresaglie contro i coloni, mentre i numerosi testimoni oculari cominciarono a mettere in dubbio l’operato dell’esercito. Solo nel 2000, più di cento anni dopo, il governo americano si è scusato con gli indiani per l’accaduto. Oggi, a Sand Creek restano il parco nazionale dedicato al massacro, qualche film sul tema e le parole di Fabrizio de Andrè che risuonano nell’oblio generale: «Si sono presi il nostro cuore sotto una coperta scura».

di Chiara Gagliardi

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