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Intervista a Simona Binni

By   /   24 novembre 2014  /   Commenti disabilitati su Intervista a Simona Binni

Amina-e-il-vulcano-al-Romics-di-Roma-in-anteprima-l’ultimo-lavoro-di-Simona-BinniLucca Comics & Games 2014. Allo stand Tunué incontro ed intervisto la bravissima e simpaticissima Simona Binni, autrice della Graphic Novel: “Amina e il vulcano”

 

Simona come nasce la Graphic Novel di Amina e il vulcano? I miei progetti nascono in maniera insolita. In pratica mentre faccio altre cose in casa, ad esempio lavo i piatti o metto in ordine, nasce l’idea per una storia. Per Amina è successo così. Mentre stavo lavando i piatti e mi è arrivata l’idea; Non subito definita nei minimi particolari, ma a grandi linee tutta la vicenda che avrei raccontato sul mio libro. Ovviamente poi sviluppo il soggetto, ci lavoro e sviluppo la storia. Sicuramente l’idea è il frutto di esperienze, letture, pensieri, che poi con questa “ispirazione” si manifestano e prendono forma.

 

Tu curi sia la sceneggiatura che la parte grafica, quindi questo tuo processo creativo è più semplice? Io faccio questo da sempre! Sin da bambina io ho sempre realizzato le mie storie, quindi per me è la cosa più naturale del mondo. Certo, adesso faccio le cose con più tecnica, perché ho fatto la scuola di fumetto e lavoro con più consapevolezza.

 

Tu quale percorso formativo hai seguito? Ho frequentato il triennio alla Scuola Romana di Fumetto, poi ho subito iniziato a lavorare nella pubblicità, per alcune case editrici americane indipendenti ed ho fatto un libro illustrato per l’associazione italiana geologi. È un libro per cui io ho curato le illustrazioni delle parti umoristiche, un progetto dedicato ai Geologi ma che mi è piaciuto molto realizzare. Ovviamente poi ho presentato il mio progetto a Tunué ed è piaciuto.

 

Parlaci della trama di Amina e il vulcano Amina il vulcano è la storia della ricerca dell’identità. La ricerca dell’identità e l’accettazione della diversità da parte della famiglia. Quello che volevo raccontare è la difficoltà di essere accettati dal mondo esterno. Se la famiglia ti accetta, ti aiuta ad essere accettato anche all’esterno, quindi il percorso è meno difficile. In questa storia il papà di Amina (che è orfana di madre) si trova a dover gestire la diversità di sua figlia ed inizialmente evita il confronto, diciamo che è perdente in questa sfida padrefiglia. Amina quindi fugge, ed il padre si ritrova a dover affrontare questa dinamica ed a ritrovare sua figlia, questo percorso ad ostacoli li porterà ad essere di nuovo una famiglia. Anche perché l’amore è l’unico ponte ad unire le persone.

 

Quindi questo è un fumetto con un messaggio sociale? Certo. Ma è anche una storia dolce, ambientata sull’isola di Stromboli. Questo luogo secondo me è magico, un luogo che tira fuori dei lati assopiti del proprio animo, ho voluto legare questo elemento naturale alla ricerca interiore dei personaggi.

 

Ecco spiegato il “vulcano” del titolo Certo. Il vulcano rappresenta l’impetuosità della natura, anche quella umana.

 

simona 1Come hai modificato il tuo modo di lavorare per la realizzazione di questo volume, il tuo stile, se hai modificato qualcosa? Lo stile è un aspetto fondamentale e molto complicato per un giovane disegnatore. All’inizio è una strada tortuosa e sembra dover condizionare il percorso lavorativo del giovane artista. Io all’inizio mi sono sentita molto influenzata da questo discorso, poi ho capito che non mi sarei mai potuta adeguare ad uno stile. All’inizio il mio percorso è stato influenzato dai manga, perché essendo cresciuta negli anni 80 ho visto tonnellate di anime in Tv. Ovviamente appena ho compreso che con il manga in Italia non sarei potuta andare lontano ho cambiato. Il secondo passo è stato l’”euro-manga” alla Barbucci-Canepa, però poi ho scoperto altri autori, sono cresciuta fumettisticamente e ho intrapreso un percorso personale. Ad esempio in Amina e il vulcano ho realizzato le tavole a matita senza china, colorato digitalmente, ma senza aver ripassato i disegni a matita con la china. Il prossimo lavoro magari sarà totalmente agli antipodi potrebbe essere inchiostrato e colorato a mano con gli acquerelli.

 

Tu sei più tecnologica o tradizionalista per quanto riguarda il fumetto? Credo che la tecnologia sia essenziale. Penso che il digitale debba accompagnare il lavoro a mano. Si deve cercare l’unione tra i due mezzi. Io poi sono molto veloce, in media riesco a realizzare una tavola al giorno, quindi non mi serve velocizzare troppo il lavoro utilizzando strumenti tecnologici. Comunque per me, visto che non possiamo vivere ancorati al passato gli strumenti classici e moderni andrebbero usati insieme.

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