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Chapeau! Ecco le foto di Henri Cartier-Bresson

By   /   23 Novembre 2014  /   Commenti disabilitati su Chapeau! Ecco le foto di Henri Cartier-Bresson

Foto Bresson

L’Ara Pacis dedica un importante evento espositivo al fotografo francese Henri Cartier-Bresson (1908-2004) del quale ricorre il decimo anniversario dalla morte. Per celebrarlo nel migliore dei modi, il Centre Pompidou di Parigi, in collaborazione con la Fondazione Cartier-Bresson, ha realizzato una grande retrospettiva che, dopo essere stata presentata a Parigi, è giunta a Roma per fare successivamente tappa a Madrid.

La manifestazione è curata dallo storico della fotografia Clément Chéroux del Centre Pompidou, che ci presenta una nuova lettura dell’immensa produzione che Cartier-Bresson ci ha lasciato e che copre l’intero percorso professionale del grande fotoreporter.

Sono esposte oltre cinquecento opere tra fotografie, disegni, dipinti, film e documenti tra cui ritagli di giornali e riviste. Sono presenti ovviamente gli scatti più celebri del maestro, ma anche immagini meno conosciute dal grande pubblico.

Cartier-Bresson ebbe a scrivere: «Ho sempre avuto la passione per la pittura. Da bambino la facevo il giovedì e la domenica, ma la sognavo tutti gli altri giorni». Ed è proprio con la pittura e con il disegno che egli iniziò a cimentarsi a latere di una crescente passione per la macchina fotografica. Nei suoi scatti l’inclinazione artistica verrà miscelata alla straordinaria capacità di immortalare le immagini.

Frequentò i Surrealisti e fu convinto attivista politico di sinistra. Iniziò a compiere viaggi intorno al mondo operando come fotoreporter e tramandandoci autentiche icone della storia contemporanea. Si confrontò anche con il cinema e fondò l’Agenzia Magnum Photos, vero riferimento mondiale per il fotoreportage di altissimo livello.

Con il passare degli anni accresceva la sua fama. Ancora oggi in Francia Cartier-Bresson incarna il riconoscimento istituzionale della fotografia.

La mostra dell’Ara Pacis vuole presentarci un poliedrico artista, anzi più di uno, nel senso che non esiste in effetti un solo Cartier-Bresson. La sua opera ci viene presentata divisa in tre grandi periodi: il primo dal 1926 al 1935 (periodo del surrealismo e dei primi scatti), il secondo dal 1936 al 1946 (l’impegno politico, i servizi fotografici ed il cinema) e l’ultimo dal 1947 al 1970 che va dalla creazione della Magnum Photos fino al suo abbandono del fotoreportage.

Cartier-Bresson è ricordato come “l’occhio del secolo” per come ha saputo trasmetterci immagini della storia (dalla Guerra Fredda alla Seconda Guerra Mondiale), unendo la poesia alla potenza della testimonianza.

Per entrare nello spirito di questo artista è bene ricorrere ancora una volta alle sue parole: «A volte mi chiedono: qual’è la foto che preferisci tra quelle che hai realizzato? Non saprei, non mi interessa. Mi interessa di più la mia prossima fotografia, o il prossimo luogo che visiterò».

È davvero il caso di dire Chapeau! di fronte a questo eccezionale maestro che giustamente viene annoverato tra i più grandi fotografi del XX secolo.

di Aurora Portesio

Henri Cartier-Bresson
a cura di Clément Chéroux
dal 26 settembre 2014 al 25 gennaio 2015
Museo dell’Ara Pacis, Lungotevere in Augusta, Roma
orari: da martedì a domenica ore 9-19

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