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Ginevra. Il Comitato Contro la Tortura esamina gli Stati Uniti

By   /   13 Novembre 2014  /   Commenti disabilitati su Ginevra. Il Comitato Contro la Tortura esamina gli Stati Uniti

FergussonIeri il Comitato contro la Tortura delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, ha iniziato ad interrogare i dirigenti Statunitensi per verificare se gli Stati Uniti si siano effettivamente comportati secondo quanto previsto dalla Convenzione contro la Tortura (CAT – Convention Against Torture and Other Cruel, Inhuman or Degrading Treatment or Punishment).

Agli USA, che hanno ratificato la suddetta Convenzione nel 1994, vengono contestati numerosi episodi di tortura a partire dall’attacco terroristico dell’11 settembre 2001.

Il Comitato contro la Tortura, è uno dei vari comitati dei Diritti Umani, ma può può esercitare la sua attività di controllo solo se lo Stato che ha aderito alla Convenzione dichiara espressamente di accettarli.

La Convenzione è stata approvata dall’Assemblea delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1984 ed è entrata in vigore nel 1987 ed è stata ratificata da 156 Paesi membri dell’ONU.

L’Italia, pur avendo sottoscritto la Convenzione, non l’ha ancora ratificata e pertanto non è ancora operante, anche perché nel Codice Penale italiano non è stato ancora introdotto il reato di tortura, nonostante l’obbligo della Convenzione e le numerose petizioni popolari al riguardo.

Alla conferenza stampa, il presidente del Comitato, l’italiano Alessio Bruni, ha fatto sapere che gli Stati Uniti dovranno rispondere alle presunte violazioni che vanno dai trattamenti della polizia nel carcere di Guantanamo Bay a quelli della CIA nei siti della cosiddetta lista nera.

In particolare, la Commissione chiede di conoscere quali misure siano state adottate in seguito alla “chiara” direttiva contro le torture  emessa dall’Amministrazione Obama. Quest’ultima, infatti, si è sempre difesa dicendo che se ci sono state violazione, le stesse sono state commesse dalla precedente di George W. Bush.

Nei giorni scorsi la Commissione ha sentito i genitori del 18enne di colore ucciso  dalla polizia a Ferguson, nel Missouri. Il processo per quest’ultimo caso, che ha scosso l’America, è in corso e la sentenza dovrebbe essere emessa entro la fine del mese contro l’imputato, Darren Wilson, il poliziotto bianco che sparò al ragazzo disarmato.

di Vito Di Ventura

 

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