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Gaza. Promessi 5,4 miliardi di dollari per la ricostruzione

By   /   13 Ottobre 2014  /   Commenti disabilitati su Gaza. Promessi 5,4 miliardi di dollari per la ricostruzione

GazaLa Comunità Internazionale, riunita ieri al Cairo per la conferenza dei donatori, ha promesso 5,4 miliardi di dollari in aiuti per la ricostruzione della Striscia di Gaza, ridotta ad un ammasso di detriti dopo 50 giorni di guerra tra Israele e Hamas, lo scorso luglio-agosto.

Conflitto che ha provocato la morte di circa 2,200 Palestinesi e 73 soldati israeliani, lasciando oltre a 100 mila senza tetto e costringendo allo sfollamento di 400 mila, un quarto dei 1,7 milioni di abitanti di Gaza.

Il Qatar ha offerto 1 miliardo di dollari, gli Stati Uniti 212 milioni di dollari, l’Unione Europea 450 milioni di Euro, mentre gli Emirati Arabi e Kuwait 200 milioni di dollari ciascuno. Le Nazioni Unite hanno già pianificato lo stanziamento di 2,1 miliardi di dollari, di cui 1,6 vanno all’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione (UNRWA) e il resto alle altre agenzia tra cui l’UNICEF e l’agenzia per lo sviluppo United Nation Development Programma (UNDP).

La riunione, organizzata in collaborazione tra Egitto e Norvegia, ha ottenuto i risultati voluti, anzi è andata ben al di là considerando che i Palestinesi avevano chiesto 4 miliardi di dollari. Tra l’altro, il governo Palestinese ha presentato un piano di ricostruzione di ben 76 pagine in cui, ovviamente, fa la parte da leone nella distribuzione dei fondi.

Il Ministro degli Esteri Norvegese, Boerge Brende, ha fatto sapere che metà dei fondi saranno stanziati per la ricostruzione, mentre l’altra metà andrà all’Autorità Palestinese per i progetti di sviluppo del West Bank.

E’ naturale che ci siano molti interessi in gioco e non sarà facile per il nuovo governo di unità nazionale riuscire a conciliare le due opposte fazioni palestinesi, Fatah e Hamas. Quest’ultima di fatto controlla Gaza dopo le elezioni del 2007.

Dalla conferenza è stata esclusa Israele, ma il Ministro degli Esteri Israeliano, Avigdor Lieberman, ha fatto sapere che non ci può essere alcuna ricostruzione senza il benestare israeliano, specificando che Israele sarà sensibile a piani che prevedano la ricostruzione di infrastrutture civili in Gaza.

Infatti, una questione cruciale resta come gli aiuti giungeranno a Gaza, visto che dal 2006 è in vigore il blocco sui territori da parte di Israele.

Permangono comunque molti dubbi sulla validità e durata di questa ennesima ricostruzione, la terza in sei anni, anche perché tra Israele e Hamas non è stata firmata alcuna pace, ma solo una tregua che potrebbe essere violato da un momento all’altro, come lo è stato in passato.

di Vito Di Ventura

 

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