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Kobane e Anbar sotto assedio di ISIS

By   /   11 Ottobre 2014  /   Commenti disabilitati su Kobane e Anbar sotto assedio di ISIS

KobaneLe milizie jihadiste sello Stato Islamico stanno da giornoi assediando due centri strategicamente importanti. La città di Kobane al nord della Siria, ai confini con la Turchia, e la provincia di Anbar, a sud, ai confini con l’Iraq.

La provincia di Anbar è strategicamente importante perché è sede della diga di Haditha, la seconda più importante centrale idroelettrica del Paese, dopo la diga di Mossul.

ISIS ha cercato di conquistare Mossul ma dopo aspri combattimenti le truppe irachene sono riuscite a riprendere il controllo della città. Adesso ad essere minacciata è Anbar e l’intera provincia, compresa la sua capitale  Ramadi e di conseguenza la stessa Bagdad.

Concetto che ribadito dal Vice presidente del consiglio provinciale, Falih Al Essawi in un appello al Wall Street Journal in cui chiedeva rinforzi e l’intervento militare della coalizione. Ma il Primo Ministro Iracheno, Haider al-Abadi, ha ripetutamente affermato di non volere truppe straniere in Iraq, anche se considera la provincia di Anbar una specie di linea rossa per la difesa della capitale.

Kobane, composta da popolazioni in prevalenza curde, è un importante nodo ferroviario. Infatti, la città trae il suo nome Kobane dalla compagnia tedesca che costruì la ferrovia Berlino-Bagdad.

Kobane resiste ancora, ma non lo potrà fare per molto, mentre a poche centinaia di metri i carri armati turchi rimangono allineati a scaldare i motori in attesa di un intervento che tarda a venire e forse non avverrà mai.

Gli interessi del Presidente Turco, Recep Tayyip Erdoğan, sono duplici e di segno opposto. Da un lato appartiene alla NATO, vorrebbe seguire la corrente internazionale mirando al sempre sperato ingresso nell’Unione Europea, e dall’altro non vorrebbe aiutare i curdi, a lungo combattiti, e poi è vicino ai combattenti islamici di cui, oltre alla fede religiosa, condivide gli interessi. In particolare, la caduta del Presidente Siriano, Bashar al- Assad.

Gli Stati Uniti e le forze della Coalizione continuano a bombardare pur sapendo che i bombardamenti da soli non bastano, ma non intendono e non possono inviare truppe di terra in modo massiccio. Infatti, per avere una minima possibilità di vittoria sul terreno occorrerebbero uomini, materiali e mezzi, numericamente adeguati. Cosa impossibile anche in termini temporali. Quindi Kobane è destinata a cadere. Questo il Pentagono lo sa ed ha accettato il rischio. La Comunità Internazionale avrà sulla coscienza un’altra Srebrenica o Rwanda .

di Vito Di Ventura

 

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