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ISIS. Sgozzato Alan Henning britannico

By   /   4 Ottobre 2014  /   Commenti disabilitati su ISIS. Sgozzato Alan Henning britannico

Britain Islamic StateLo Stato Islamico continua la sua macabra messa in scena e invia il quarto video che mostra, con lo stresso rituale dei precedenti, l’esecuzione  dell’ostaggio Britannico, Alan Henning e minaccia di uccidere l’americano Peter Kassig.

Immediata la reazione di David Cameron Faremo tutto il possibile per scovare gli assassini di queste esecuzioni e portarli davanti ad un giudice”.

Anche il Presidente Obama ha commentato il video definendolo un “brutale assassinio” ed ha aggiunto che la coalizione continuerà nelle sue azioni fino a distruggere il gruppo terroristico ISIS.

Henning, 47 anni, era un autista di taxi di Manchester, scomparso in Siria 9 mesi fa mentre distribuiva aiuti alla popolazione per conto di una associazione di beneficenza Musulmana. La sua esecuzione è in risposta al voto del Parlamento Britannico di aderire ai bombardamenti. “Il sangue di David Haines è stata colpa tua, Cameron. Alan Henning sarà sgozzato e il suo sangue ricadrà sulle mani del Parlamento britannico”così si è espresso il boia, che parlava in perfetto inglese.

Nel video è stato mostrato anche un altro ostaggio, prossima vittima, Peter Kassing, 26 anni, veterano della guerra guerra in Iraq, scomparso lo scorso anno, che era ritornato nel MedioOriente per aprire un’agenzia di aiuti.

L’uccisione di Henning segue l’assedio della città siriana di Kobane, ai confini con la Turchia, dove i Curdi stanno cercando di opporre resistenza all’avanzata jjihadista che è arrivata alle porte della città.

Il giorno prima il Parlamento Turco aveva autorizzato l’intervento armato di terra in Iraq e SiriaFaremo il possibile affinché Kobane non cada”, ha affermato il Primo Ministro turco, Ahmet Davutoglu, aggiungendo che circa 180 mila rifugiati sono entrati in Turchia nelle ultime 2 settimane.

Il Ministro ha anche chiesto la creazione di una “No-fly zone”  nel nord della Siria, poiché Damasco potrebbe a sua volta bombardare la regione di Aleppo e provocare un ulteriore flusso migratorio di milioni di rifugiati in Anatolia.

Da parte sua il Presidente Bashar al-Assad ha immediatamente risposto dicendo che la posizione turca rappresenta “una vera aggressione contro uno stato  membro delle Nazioni Unite”.

Intanto, la coalizione aumenta e, oltre all’Arabia Saudita, agli Emirati Arabi, alla Francia, all’Inghilterra, che insieme agli USA hanno già effettuato bombardamenti, ieri è stata la volta dell’adesione dell’Australia e dell’Olanda il cui Ministro della Difesa, Jeanine Hennis-Plasschaert, ha fatto sapere che il suo Paese invierà i suoi caccia bombardieri F-16 entro la fine della settimana. Anche il Canada dovrebbe confermare la sua adesione entro lunedì prossimo.

di Vito Di Ventura

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